Acqua, tre sindaci pronti allo scontro

Cda dimesso, il sindaco di Serra amministratore unico e bozza di documento pronta per la cessione del servizio idrico a Hera spa. Questa è la fotografia, oggi, della società Acquedotto Dragone che raggruppa otto Comuni dell'Appennino. Ma il fronte del no è più vivace e combattivo che mai e i sindaci ‘ribelli' di Palagano, Montefiorino e Pievepelago annunciano: ‘Faremo di tutto, ogni azione possibile, perchè l'acqua rimanga in mano agli enti pubblici e non venga privatizzata'.
'La cessione delle reti a Hera è quanto di meno vantaggioso per i cittadini ci possa essere": non usa mezzi termini Paolo Galvani, sindaco di Palagano, a commento di quanto accaduto giovedi scorso durante l'assemblea dei soci dell'Acquedotto Dragone. 'Io, al di là dei colori politici, devo tutelare i cittadini che mi hanno eletto - prosegue - e la bozza di accordo diramata ai Comuni soci del Dragone non va in questa direzione. Ora comunque i consigli comunali dovranno votare e su questo sono sovrani; chi sostiene il contrario sta su posizioni non legittime. Se si procederà nella direzione della privatizzazione, noi percorreremo qualsiasi strada per tenerci stretta questa risorsa e questa società. Abbiamo un acquedotto a caduta, efficiente, possiamo installare centraline per la produzione di energia elettrica; perchè dobbiamo privarcene?".
'La bozza distribuita nella riunione di giovedi scorso mi ha lasciato allibito - dice Maurizio Paladini, sindaco di Montefiorino - Rinunciare al gioiello di famiglia è per tutti l'ultima deriva, non possiamo accettare la rinuncia alla gestione di una risorsa indispensabile come l'acqua. Ritengo illegittima la proposta di cessione del ramo d'azienda formulata in assemblea e sostengo e ribadisco invece una proposta alternativa, quella della cessione di una quota delle azioni della Dragone Servizi a Hera per ottemperare ai requisiti necessari previsti dalla legge salvaguardando nel contempo gli interessi dei cittadini e dei Comuni proprietari del consorzio. Mi opporrò con tutte le mie forze alla decisione cui sono approdati gli altri cinque Comuni, ai quali comunque ricordo che non si può prescindere dal passaggio nei consigli comunali. La mia non è un'opposizione ideologica, sono convinto della necessità di tutelare gli interessi della popolazione. Chiedo anche alle forze politiche provinciali di valutare la situazione della società e la mia proposta, poichè sono convinto che anche cosi si possa riavvicinare la politica ai cittadini".
'Ci batteremo con ogni azione lecita possibile per fare in modo che l'acqua rimanga pubblica - ha dichiarato il sindaco di Pievepelago Luca Mordini, che chiude il cerchio per il fronte del no a Hera - una risorsa indispensabile come l'acqua deve rimanere in mano agli enti pubblici, unica vera garanzia per avere tariffe congrue e servizi efficienti. Su questo fronte, seppur al di fuori del Dragone, ci muoviamo all'unisono anche con i Comuni di Riolunato e Fiumalbo". (cl.be.)