Oggi bilancio e dossier aggregazioni

All'ordine del giorno c'è l'approvazione del bilancio 2007. Non è detto, però, che il consiglio di amministrazione di Hera convocato per oggi a Bologna non porti qualche novità sul fronte delle aggregazioni.
Mancano d'altronde pochi giorni alla scadenza fissata dagli azionisti pubblici del gruppo emiliano-romagnolo per una verifica sui contatti intercorsi tra il management e i vertici delle altre ex municipalizzate coinvolte nel ‘risiko', che potrebbe portare alla creazione alla più grande multiutility italiana.
Le trattative negli ultimi mesi hanno subito improvvise accelerazioni e stop imprevisti, fino alla ripresa a spron battuto del dialogo tra aziende e azionisti all'inizio dell'anno.
Il patto di sindacato di Hera, presieduto dal sindaco di Bologna Sergio Cofferati, si è riunito lo scorso 4 marzo per dare al presidente, Tomaso Tommasi di Vignano, e all'amministratore delegato, Maurizio Chiarini, a dialogare in tutte le direzioni, chiamando al tavolo del confronto Iride, Acea e Enia. Con l'obiettivo di tornare, entro un mese, con qualcosa di concreto tra le mani. Il tempo è quasi scaduto.
Nel frattempo, però, si registra seduta di lavoro tra i manager di Iride (Garbati e Bazzano per Torino e Genova), Hera, Enia e Acea, andata in scena il 17 marzo, lo stesso giorno in cui nel capoluogo ligure i sindaci Sergio Chiamparino e Marta Vicenzi firmavano un memorandum su alcuni obiettivi strategici che le rispettive amministrazioni saranno chiamate a progettare e ad attuare nei prossimi mesi.
A Genova (come a Milano), si leggeva sull'agenzia del municipio piemontese, «si è ribadita l'opportunità di accelerare il processo di integrazione in atto in modo che Iride raggiunga livelli di competitività ancora più elevati».
Sul fronte aggregazioni «si guarda a tutti i soggetti del nord, con l'aggiunta della romana Acea, purchè - sottolineava Chiamparino - si proceda attraverso intese graduali e avendo in mente un modello finale ben definito».
Tiepide le reazioni alla proposta di Bologna da parte dei sindaci azionisti di Enia, la società che opera nelle province di Parma, Reggio e Piacenza.
«Ritengo - osservava il primo cittadino reggiano, Graziano Delrio - che la prospettiva indicata oggi da Hera sia interessante nel medio-lungo periodo. Insistiamo però su due punti che ci paiono oggi fondamentali e concreti: procedere nella creazione della grande multiutility non esclude tappe intermedie e, soprattutto, si possono compiere passi immediati perchè si esprimano a pieno quelle sinergie potenziali, che sono di attuabilità immediata, quali le aggregazioni in ambito energetico».