C'era una volta il cinema in centro Ex Atcm e Principe, risorse future?

Il «Victoria» nasce dalle ceneri dei cinema chiusi in centro storico. Un fenomeno cosi vistoso in una città che ha sempre amato i film nelle sale da farne un record negativo nazionale. La «moria di cinema» è frutto della crisi che si ripercuote anche sul settore cinematografico: a causa prima del «peer-to-peer» legale e poi della pirateria informatica.
Qualcosa sta cambiando: lo conferma un'indagine dell'Anec (associazione nazionale esercenti cinematografici). Stando ad una sua fresca indagine, tra le città con il più alto tasso di chiusure spiccano Firenze, Milano, Roma, Napoli e Bologna. Considerando invece i centri con un minor numero di abitanti, sono segnalati tra i più colpiti, Rimini, Arezzo e Modena.
Le chiusure in centro storico sono state endemiche e inarrestabili fino ai mesi scorsi: tra le ultime, Splendor, Embassy, Metropol, Capitol. Rimangono aperti solo Astra, Arena, nuovo Scala e 7b.
Sul caso ci sono state numerose polemiche arrivate fino in Consigliio Comunale. La più importante fu nel 2004 proprio in occasione della discussione finale in vista del voto al progetto ex Vinacce. Le forti preoccupazioni per il crollo delle sale in centro storico portarono anche a sviluppare qualche progetto alternativo finora però restato sulla carta: come l'apertura di una sala d'essai all'ex Atcm insieme con altre sale per eventi culturali. Ora si aggiunge anche qualche progetto, allo stato embrionale, per l'ex cinema Principe, un notevole contenitore d'epoca creato dall'architetto modenese Vinicio Vecchi - uno dei maggior progettisti di cinema in Italia - da anni chiuso e ridotto a rifugio per drogati, clandestini e disperati.