Giuseppe Bianchi pioniere del meteo

«Guarderemo il cielo anche a Modena» dichiarò, con tono confidenziale, il duca Francesco IV, all'orto botanico nell'ottobre 1814, rivolgendosi al giovane astronomo Giuseppe Bianchi ideatore della celebre specola ducale cha ha compiuto più di 180 anni: un osservatorio astronomico sito nella torre nord del palazzo Ducale dove, ancora oggi, vengono sistematicamene registrati parametri atmosferici e meteorologici. Dati, cifre e tabelle rilevate con minuziosa sistematicità dal climatologo Luca Lombroso. Fu l'astronomo modenese Bianchi il promotore e primo direttore della specola che divenne cosi uno dei più importanti osservatori astronomici europei, eretto con l'ausilio dell'architetto Soli. «A Giuseppe Bianchi - sottolinea Mario Umberto Lugli nella eccellente monografia sull'astronomo pubblicata da Il Fiorino a cura dell'Accademia di Scienze, Lettere e Arti - si deve attribuire il merito dell'introduzione del sistema metrico decimale e dei moti propri delle stelle». Bianchi, nato a Modena nel 1791, fu iniziato agli studi dal conte Giuliano Sabbatini, completò gli studi all'università di Padova. Qui conobbe l'archiduca Massimiliano, fratello del duca Francesco IV. Bianchi fu docente all' università e precettore dei principi estensi, cominciò nella specola nel 1830 a registrare i dati meteo di Modena con rara regolarità e precisione; promosse l'acquisto di campioni metrici e strumenti come il celebre cerchio di Reichenbach tuttora presente nell'osservatorio. Bianchi nelle sue memorie, attribuisce il merito della nascita dell'osservatorio a se stesso, al mecenatismo dell'arciduca Massimiliano ed all'ottico Giovan Battista Amici. Un osservatorio che rese celebri in tutta Europa le scoperte astronomiche di Bianchi narrate con precisione ed eleganza letteraria dal prof. Mario Umberto Lugli, docente di fisica nell'Ateneo, direttore onorario del planetario. (g. manzini)