Spinetta difende il piano: con noi Alitalia crescerà


ROMA.Altro che proposta ultimativa. Jean Cyril Spinetta, patron di Air France-Klm, ci tiene davvero a costruire il vettore globale annettendo il Tricolore alle bandiere di Francia e Olanda. Per avere Alitalia ammette l'esistenza di margini di trattativa, risicati per la verità.
Perché Spinetta, che in attesa di un nuovo incontro oggi con i sindacati ieri ha convocato i giornalisti, alle sue condizioni non rinuncia: esuberi, cargo da ridurre allo zero, nessun risarcimento a Malpensa. E non rinuncia al consenso, vuole quello del sindacato e quello del governo italiano, attuale e futuro. Che deve arrivare entro il 31 marzo. Cosi ha chiesto il presidente di Alitalia Maurizio Prato, alle prese con la battaglia quotidiana contro il profondo rosso.
Silvio Berlusconi, convinto di essere lui il titolare del governo futuro, sbarra tutte le porte. «Prima c'è stata un'asta opaca - è il giudizio del leader del Pdl - poi la trattativa solo con Air France che francamente credo sia irricevibile». Perché l'intera vicenda è stata portata avanti «in modo dilettantistico».
E dunque? Berlusconi fa appello all'orgoglio nazionale: «Se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare avanti con un'offerta e un progetto industriale per evitare una fine cosi ingloriosa della nostra compagnia di bandiera». Si riferisce ad Air One? «Una soluzione possibile», dice, «anche perchè avrebbe delle sinergie e godrebbe del sostegno di imprenditori solidi.
La chiamata in causa di capitali italiani apre lo scenario a una possibilità di un'Offerta pubblica di acquisto. Che potrebbe riportare in primo piano la proposta di Carlo Toto, Air One, sostenuto da Intesa San Paolo. Ma dalla borsa arrivano segnali in controtendenza. Dopo aver perso oltre il 30 per cento nei giorni scorsi, ieri il titolo Alitalia ha riconquistato l'11,96 per cento riportandosi allo 0,309 per cento. Che ci siano speculazioni sul titolo è evidente ma forse questa non è la sola spiegazione possibile.
Cosi come il nervosismo di Berlusconi non è l'unico a manifestarsi.
«Trattativa inagibile», ha infatti subito tuonato Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. Lui e il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani hanno chiesto ieri sera al presidente del consiglio Romano Prodi, «un incontro urgentissimo ritenendo improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia». Chiedono ogni sforzo possibile «per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat o il fallimento garantendo altresi il tempo necessario affinché possa esprimersi anche il nuovo governo, come peraltro richiesto dallo stesso Spinetta».
Aria cattiva, tagliente come un vento di tramontana. Durissima la reazione dell'Anpac: «I piloti non accetteranno soluzioni a ogni costo» se i tagli non saranno trattabili. Tempi duri per i passeggeri ma anche per Alitalia, dove si sperava anche nelle offete di primavera, pubblicizzate ieri, per rimpinguare le casse.
Jean Cyril Spinetta ha comunque lasciato aperto uno spiraglio, per sua stessa ammissione «piccolissimo». Talmente stretto da non poterci far passare attraverso la questione dei tagli al personale. Quelli da mandare a casa sono, nel complesso, 2100. La maggior parte, 1600, sono in carico ad Az Fly. Altri 500 dovrebbero lasciare Az Servizi. Fin qui nessuna novità. Se non la determinazione di Spinetta. Su questi numeri non si tratta, al massimo si possono immaginare limature nei tempi. Altrimenti i conti non torneranno mai.
Nessuno, assicura Spinetta, sarà lasciato al suo destino. I manager franco-olandesi propongono «un piano sociale esemplare», basato su «tutte le risorse possibili per cassa integrazione, mobilità e incentivi finanziari». Spinetta promette anche «una politica sociale all'insegna del progresso, con una politica salariale normale» che liberi il campo dei sacrifici di oggi, con la compagnia che «sta congelando i salari».
Un'altra piccola offerta Spinetta l'ha fatta su Malpensa. Per lo scalo lombardo ha proposto una moratoria di due anni, ma solo per i cargo. Nel complesso il tono del numero uno franco-olandese ha poi usato toni morbidi, tentando di convincere che da Air France-Klm non sono in arrivo «diktat».
Lui, assicura, parla per il bene di Alitalia. «Non riesco neanche a immaginare che non possa esserci un accordo», ha detto Jean-Cyril Spinetta, riferendosi al confronto con i sindacati. Il suo auspicio è che «ognuno prenda realmente in considerazione la gravità» della situazione.
«Forse ai sindacati serve un po' più di tempo per valutare l'operazione - ha aggiunto - ma restano pochi giorni, e considerando i rischi che la compagnia corre se non si chiude un accordo, o i vantaggi di chiuderlo, non riesco neanche a immaginare che non possa esserci».

Lucia Visca