Fed taglia ancora: tassi Usa al 2,25%

ROMA. La Federal Reserve riduce dal 3% al 2,25% i Fed Funds, portandoli ai minimi da febbraio 2005 e segnalando che altre riduzioni sono possibili nonostante la robusta manovra messa in atto per scongiurare la ristrettezza del credito e una pericolosa recessione dell'economia. A Wall Street, con il Dow Jones in crescita del 3%, va avanti il rally di finanziari e bancari, rallentato per pochi minuti dal mancato taglio dell'1% dei tassi dato per certo dopo l'ultimo weekend col salvataggio di Bear Stearns da parte di Jp Morgan. E prosegue grazie alle trimestrali oltre le attese di Lehman Brothers e Goldman Sachs.
E in contemporanea con l'annuncio della Fed, Bush non esclude nuove misure per l'economia oltre il pacchetto da 168 miliardi di dollari già approvato. L'inflazione è rimasta elevata, spiega la Fed, e alcuni indicatori sulle sue aspettative segnalano l'aumento dei rischi. Il Fomc, il board di politica monetaria guidato dal presidente Ben Bernanke, «si aspetta che l'inflazione moderi il passo nei prossimi trimestri» grazie al rientro dei prezzi energetici. Il board è fiducioso che torni «la liquidità sui mercati» contribuendo a «promuovere la crescita moderata nel corso del tempo» e ad attenuare i rischi generati dalla debolezza del mercato delle case, del lavoro e della spesa dei consumatori.
E a Milano, rimbalzo riuscito: gli indici hanno azzerato le perdite della vigilia. Il Mibtel, con un balzo del 2,39%, è tornato a 23.930 punti e lo S&P/Mib (+2,78%) a 31.437. A dare la spinta, oltre la partenza positiva di Wall Street in attesa della riunione della Fed, i conti positivi di alcune società a grande capitalizzazione. Risale del 4,92% Finmeccanica, sulla base dei risultati di bilancio 2007 presentati a Londra. Il mercato, oltre ai conti, ha gradito la revisione al rialzo delle stime per i prossimi anni. Tra gli altri industriali hanno fatto bene Fiat (+6,11% a 12,88 euro), che però resta sotto la soglia psicologica dei 13 euro, Pirelli (+3,65%). Tirano il fiato le banche dopo le pesanti cadute dell'ultimo periodo, condizionato dalla crisi di liquidità sul mercato finanziario. Sono cresciute Mediobanca (+5,6%), Mps (+4,69), Bpm (+4,27), Unicredit (+4,19) e Intesa SanPaolo (+3,34)). Denaro anche su Mediolanum (+4,94). Guadagna anche Generali: + 1,82% a 27,46 euro. Bene anche Autogrill (+1,86). Segno positivo per Mediaset (+2). Segno più tra gli energetici Eni (+2,61), Enel (+2,76) e Tenaris (+2,67).
Nuovo record del gasolio.Sale ancora il prezzo del gasolio, ormai a un soffio da 1,38 euro al litro. Se il prezzo della benzina si mantiene attorno a 1,40, il diesel registra un nuovo picco a 1,379. Segno che le tensioni che tengono alto il petrolio (ieri risalito a 109,4 dollari) si ripercuotono più pesantemente sul gasolio, il cui costo si sta avvicinando sempre più a quello della verde. Il divario, infatti, è ormai di poco più di 2 centesimi. Un fenomeno - prezzi internazionali del gasolio saliti dell'86% dal 2006 - avverte l'Unione petrolifera, da imputare a meccanismi di mercato: l'offerta di carburante non è adeguata al costante aumento di vetture diesel in circolazione non solo in Italia, ma livello Europeo: oggi la metà della domanda di prodotti petroliferi è coperta dal gasolio contro il 10-15% di soli 10 anni fa.
Qualche segnale si coglie. In Italia si è riscontrato a febbraio un lieve calo di immatricolazioni di auto diesel, attestatesi al 53,2% di quota di mercato rispetto al 55,1% del febbraio 2007. La causa è stata proprio la continua riduzione della forbice di prezzo gasolio/benzina. Federconsumatori stima solo per il gasolio, nel giro dell'ultimo anno, un aumento di 28 centesimi al litro, pari ad un maggiore esborso annuo di 336 euro a famiglia.