Hera: «Acqua ed energia, più fondi»

Hera Modena cenerentola negli investimenti di Hera a livello regionale? Niente affatto, dicono i diretti responsabili, perchè i 36 milioni che verranno spesi nel 2008 sono solo una parte del totale, senza cioè tener conto di acquisizioni di società, del nuovo inceneritore, della costruzione di due centrali per produrre energia in Campania e di mille altri costi messi in cantiere per affrontare il futuro.

di Saverio Cioce
E' un bilancio decisamente ottimista quello presentato ieri da Vanni Bulgarelli, presidente Hera Modena e dal direttore dell'azienda, Roberto Gasparetto. Per acqua, gas, elettricità e ambiente sono stati presentati gli interventi che serviranno a migliorare il servizio, come hanno detto, in tutti i comuni della provincia, riequilibrando le situazioni più in sofferenza.
In Appennino le spese maggiori sono per la rete elettrica, per prevenire i black out. «La filosofia d'intervento è quella di una manutenzione programmata, guai a continuare con la logica della riparazione sul guasto - ha spiegato Gasparetto - In questo modo riusciamo a mantenere un'età media omogenea e più giovane per l'insieme degli impianti. Per questo Hera Modena è stata riconosciuta come una delle aziende più virtuose e premiata».
Il riconoscimento è modesto, solo 200 mila euro, ma quello che conta è il principio. Energia e reti idriche faranno la parte del leone, soprattutto in provincia, nella suddivisione della torta.
A onor del vero, con lo sviluppo verso l' Appennino di Hera, sono arrivate in dono alla società parecchi impianti arrivati ormai a fine vita e che necessitavano di un rifacimento completo. E' il caso delle tubature delle fognature e delle reti idriche a Vignola e Spilamberto, cosi come gli impianti di depurazione in montagna; a Montefiorino verrà costruito un nuovo depuratore, a Sestola saranno rimessi a nuovo il potabilizzatore e il serbatoio di Passo del Lupo assieme a quello di Roncoscaglia. Stessa operazione per Modena dove verrà potenziato il depuratore e si darà il via alla costruzione di un acquedotto per usi plurimi in modo da risparmiare le falde e utilizzare invece l'acqua delle precipitazioni che sarà raccolta. Per l'energia elettrica l'attenzione è al massimo, vista l'esperienza dei black out per il supercaldo. Con il telecontrollo e trasformatori di nuova generazione da mezzo milione di euro sarà possibile non solo tenere sotto controllo il cedimento ma anche il sovraccarico delle linee, in modo da deviare su quelle meno intasate l'energia da distribuire. Ma Bulgarelli non ci sta ad accettare il ruolo di Cenerentola per Modena negli investimenti del gigante Hera: «Non è vero che i 36 milioni del 2008 siano poca cosa rispetto ai 43 dello scorso anno perchè entrano in gioco spese straordinarie, una tantum, come l'acquisizione della Sat di Sassuolo. Questa cifra è al netto di tanti altri investimenti che Hera Holding ha fatto e sta facendo come gruppo per garantire un futuro all'azienda. Innanzitutto c'è da dire che gli investimenti sulle reti restano sul territorio e che nessuno li potrà un domani portar via, qualsiasi sia l'evoluzione del mercato dei servizi pubblici in Italia. D'altra parte ci sono strategie di lungo termine sull'energia da cui non possiamo essere assenti. C'è il gasdotto dall'Algeria, per rimanere schiacciati dallo sbarco della russa Gazprom assieme all'Eni; c'è la costruzione di due centrali elettriche in Campania per oltre 700 Mw che ci portano sul mercato nazionale dell'energia. E poi il potenziamento dell'inceneritore di Modena.
Anche questo va messo in conto quando si parla di ricadute degli investimenti sul nostro territorio. Se si mettono tutti in fila la cifra finale sarà più decisamente più alta».