Cofferati racconta il suo ‘68: «Da militare tra i missili»

BOLOGNA.Il sessantotto di Sergio Cofferati? Facendo il militare, a Sabaudia». Senza vizi o trasgressioni («Non ho mai fumato in vita mia, al massimo mi sono concesso degli alcolici leggeri»), ma da un punto di osservazione molto particolare: «La messa in discussione della struttura gerarchica di quegli anni vista dall'esercito era ancora più interessante e esplosiva», ha raccontato il sindaco di Bologna durante un incontro con alcuni cittadini al Centro Poggeschi di Bologna.
Cofferati ha ricordato di aver cominciato il servizio militare il 5 gennaio del 1968: «Potevo scegliere se iscrivermi all'università o cercarmi un lavoro, invece sono finito alla sezione missili dell'artiglieria contraerea della Scuola di Sabaudia». Cosi, niente lotte studentesche di piazza e proteste operaie: «Ho recuperato appena tornato a casa, nella primavera del 1969, quando mi sono iscritto a matematica e ho scelto di lavorare alla Pirelli (allora ancora si poteva scegliere), proprio perchè il ‘68 a Milano fu soprattutto Pirelli e Eni.
La carriera sindacale pareva già segnata fin dal principio della sua esperienza in fabbrica: «Iniziai a lavorare il 9 giugno e il 10 già feci il mio primo sciopero», ha scherzato il sindaco di Bologna, tra un flashback e un altro. «Ammiravo chi faceva i picchetti, ma quella del ‘68 fu una lotta che alla fine non riusci a creare un unione solida tra gli impiegati e gli operai».
All'università, Cofferati faceva parte sia della struttura politica che del servizio d'ordine del movimento: «Era una situazione strana, dove gli studenti avevano della classe operaia una visione mitica e gli operai guardavano gli studenti in maniera sospetta, perchè li credevano figli della borghesia».