Da Abbati a Zurlini cosi sono nati i cognomi modenesi

Pubblichiamo oggi la prima di tre pagine dedicate ai cognomi modenesi. Poco prima di Natale, è uscito in libreria, postumo, il testo del prof. Franco Violi «Cognomi a Modena e nel modenese» edito da Il Fiorino. Al suo interno, l'origine di oltre 1500 cognomi, con una brillante prefazione di uno degli allievi di Violi più noti, il cantautore e scrittore Francesco Guccini. Sfogliandolo, molti concittadini, autoctoni ed oriundi (ci sono persino alcuni cognomi arabi, come Hachim, ed austriaci-altoatesini come Pichler) potranno scoprire l'origine del cognome di famiglia. E magari sorridere con soddisfazione leggendo che la derivazione è motivo di orgoglio - ad esempio Orlandi viene da una parola germanica che significa ‘glorioso per il suo ardimento' - oppure vedere tristemente confermati i propri sospetti: si, Piva significa proprio ‘persona insistente e molesta'. Traendo spunto dalle definizioni del libro di Violi, più sinteticamente (per approfondimenti, rimandiamo naturalmente al libro, che è in vendita nelle principali librerie di Modena e provincia) proponiamo la derivazione dei cognomi, selezionati in ordine alfabetico tra i più diffusi, i più curiosi e quelli resi noti da un modenese celebre. Molti derivano da antichi soprannomi, altri dalla provenienza geografica, altri ancora da un attributo fisico o dal mestiere.
Abbati. Cosi come Abati, indica una posizione di supremazia, religiosa (‘abbas' da cui abate, come superiore di una comunità religiosa) o laica (ad esempio, capo dei mercanti o capo degli anziani).
Abbracciavento. L'inusuale cognome, che troviamo soprattutto a Campogalliano, è di origine calabrese, e indica uno che nella vita combina poco, che passa il tempo ad ‘abbracciare il vento'.
Adani. Diffuso in tutto il modenese, significa ‘nobile', e deriva dalla parola germanica Atha.
Aggazzotti. Deriva dall'aggettivo greco agathos, ovvero ‘buono'.
Aimi. Trova origine nel nome medievale Aimus, documentato a Modena sin dal 962.
Alberti. Come Albertini ed Albertinelli, ha un doppio significato: nobile (se si accoglie la sua derivazione da Atha come Adani) oppure molto noto. I primi Alpertus e Adelpertus sono attestati a Modena dall'823.
Amidei. Può sembrare un cognome politeista, ma ha in realtà una radice cristiana: significa semplicemente ‘ama Dio'.
Amorotti. L'amore è alla base di questo cognome: ‘Amor' latino, da cui il nome medievale Amorottus.
Amorth. Il cognome del noto esorcista è diffuso a Modena grazie alla corte austro-estense di Francesco IV (penultimo duca, ha regnato dal 1814 al 1846). Giuseppe Amorth fu farmacista di corte a Modena dal 1815 (aveva una farmacia nell'attuale Piazza Roma, proprio davanti all'ex Palazzo Ducale).
Ansaloni. Deriva dal nome biblico Assalonne, diffuso soprattutto a Nonantola. La famiglia Ansaloni era una delle 23 iscritte all'albo della Partecipanza, istituto fondiario nato dalla concessione in perpetuo di terre dell'Abbazia agli abitanti del borgo.
Araldi. In questo caso, nessuna sorpresa: significa proprio araldo, o più in generale ‘impiegato dell'esercito'.
Arletti. Origine incerta. Potrebbe essere una ‘dialettizzazione' del torinese Riletto (da cui ‘arlétt') oppure indicare persone che lavoravano come contadini (‘area' in latino significava anche aia).
Artioli. Appartiene ai cognomi derivanti dalla professione: significa ‘artigiano'.
Ascari. ‘Lancia divina': questa la traduzione del cognome, tra i più singolari, dall'antico germanico: ‘ans' era la divinità, ‘gair' la lancia.
Balboni. Diffuso a Modena dal XII secolo ma soprattutto a Ferrara e Bologna, deriva da ‘balbus', balbuziente.
Ballotta. Il cognome del portierone modenese significa (come Ballotti, Pallotta e Pallotti) ‘persona paffuta e rotonda', proprio come una palla, nel dialetto ‘bala'.
Baraldi. Troviamo il cognome per la prima volta nel 1328 (in una carta nonantolana), ed indica una persona potente, dal germanico ‘baro' (uomo) e ‘wald' (potente).
Barbari. I barbari erano gli stranieri in epoca romana: questa anche l'origine del cognome.
Barbieri. Molto diffuso nel modenese, il cognome indica chi esercitava l'arte del barbiere o quella del chirurgo.
Barbolini. Il cognome dell'ex primo cittadino deriva dal latino ‘barbula', ovvero ‘barbetta' ed è presente a Modena già dal 1015.
Barozzi. Possibili due origini: o dal germanico ‘baro' (uomo), oppure dal dialetto modenese ‘baròz' (biroccio).
Baschieri. Indica persone che lavoravano metalli preziosi, dal latino ‘vascularius', cioè vasaio, orafo.
Bassi. Nessuna sorpresa: deriva dal soprannome dato a chi era di bassa statura (come Bassetti, Bassini, Bassoli, Bassotti).
Bedoni. Segna il piacere per avere avuto un nuovo figlio: un ‘bel donum'.
Bellentani. I primi Belentius attestati sono a Modena dal 1108. Deriva dal personale latino ‘bellus'.
Benassi. Similmente a Bedoni, viene dall'augurio per una nuova gravidanza: letteralmente ‘nasci bene' (come imperativo).
Benatti. Come Benati e Bennati, è la felicità per un bimbo ‘ben nato' e augurio di prosperità futura.
Bergamini. Diffuso nella Bassa e in tutta l'area nord, dove c'era un fiorente allevamento: il cognome indicava chi faceva il bergamino, ovvero l'addetto all'allevamento dei bovini da latte.
Bergonzoni. Verecundus in latino significava ‘morigerato', ‘venerabile'. Da qui il cognome.
Bersani. Chi lo porta non viene da una famiglia originariamente modenese; anzi, il significato è quello di ‘bersàn', cioè ‘bresciano'.
Berselli. Il cognome del noto giornalista e scrittore deriva dalla provenienza geografica: nel caso, da Brescello.
Biolchini. Particolarmente presente a Sestola, il cognome indica un lavoratore dei campi: viene infatti dal latino ‘bubulcus' ovvero ‘bifolco' (da cui, poi, biolca).
Boccolari. E' uno dei tanti cognomi che indicano la professione esercitata: l'arte dei ‘bucalarii', ovvero ‘fabbricanti / venditori di stoviglie'.
Bompani. Curiosa l'origine: viene dal soprannome dato a persone particolarmente pacifiche, cioè buone come il pane. Stessa origine anche per Panini.
Bondi. Come tanti altri cognomi, è un augurio per chi sta per nascere: buon di, da cui Bondi. E' l'equivalente modenese di Bongiorno.
Borghi. Segna una persona che veniva da un ‘borgo'.
Boschetti. Questo cognome, cosi come Bosco, Boschi e Boschini, è originario di S. Cesario, ed è proprio degli antichi feudatari del luogo (i Boschetti di S.Cesario).
Bottura. Il cognome del notissimo chef è di origine augurale: deriva da ‘Bonaventura', cioè ‘buona avventura'.
Braghiroli. Deriva dal dialetto ‘braghèr', cioè impiccione, pettegolo. Buffa l'origine: il termine braghe significava ‘pantaloni', indumento all'epoca tipicamente maschile, le ‘braghere' erano donne che non stavano al loro posto (che era la gonna). Da qui, metaforicamente, impiccione.
Braglia. Presente soprattutto in montagna, indica coloro che stavano nella ‘braida', cioè nella spianata, nei prati.
Brighenti. Indica una persona a cui piace la compagnia, la brigata.
Cagliari. Dal latino ‘calegarius', indicava i calzolai. Naturalmente, uguale origine per il cognome Calzolari.
Caleffi. Presente già in una carta modenese del 1163, deriva dall'antico italiano ‘caleffo', cioè burla.
Cambi. Da buoncambio, è il nome augurale dato a un bambino che nasce dopo la morte di un altro figlio.
Campedelli. Designava persone provenienti da luoghi chiamati Campedello, Campedèl e derivati vari.
Candido. Come Candini, il cognome segnalava una persona particolarmente pura e semplice.
Capelli. Indica una persona magra come un chiodo, o, appunto, come un capello.
Casari. Appartiene ai cognomi derivanti dalle professioni, in questo caso indicava produttori di formaggio.
Catellani. E' un cognome etnico: di probabile origine israelitica, indicava i catalani.
Cavani. Persone provenienti da località chiamate Cavana, Capanna e derivati vari. Già nel 1175 una concessione di terreni segnala a Modena un tal ‘Martinus de Capanna', cioè ‘Martino proveniente da Cavana'.
Cavazzuti. Persone che tagliavano tronchi ed alberi, dall'italiano cavare e dal mediolatino zoccus, cioè ‘ceppo'.
Cavedoni. Buffo soprannome, attribuito in origine a chi aveva la testa grossa come un capitone.
Chiarli. Da clarus, indicava persone famose, illustri.
Cioni. Deriva da un nome proprio, Uguccione. Stessa origine (Uguccione od Uguccino) anche per Guccini.
Cocchi. Il cognome dell'attuale vescovo di Modena aveva un significato affettivo, come l'attuale cocco, usato per bambini o persone care. Tra i primissimi, forse il primo, un tale Cokinus fu testimone di un atto vescovile già nel 1161.
Colombo. Più che il volatile, indicava - come da classica iconografia cristiana - una persone mite, mansueta.
Coppi. Il coppo era un recipiente tondo; per questo, il termine indicava una persona particolarmente robusta, obesa.
Cottafavi. L'origine è contadina: capta fabam, cioè raccogli la fava.
Cuoghi. E' la dialettizzazione del termine latino ‘coquus', cioè cuoco, diventata in dialetto kògh.
Davolio. Dal calabrese Avolio, cioè avorio, indicava chi aveva la pelle color avorio.
Della Casa. Segnalava la provenienza ‘dalla casa di Dio', cioè da istituti religiosi per orfani e trovatelli.
Dotti. Come immaginabile, indica una persona dotta, cioè saggia. Il primo Dottus attestato a Modena è del 1175.
Fava. Segnalava un'attività di contadino, o anche un'evidente magrezza, come una fava appunto.
Ferrari. Il cognome modenese più diffuso deriva dal mestiere di ‘faber ferrarius', cioè fabbro ferraio.
Fini. Il cognome, noto grazie a Telesforo Fini, era documentato in Toscana dal XII secolo, e segnalava una persona ‘fine', cioè eccellente. E' anche soprannome per gli Adolfini e Arnolfini.
Folloni. I fullones erano ‘sgrassatori di pelli' presenti a Modena già dal I secolo d.C. grazie a un fiorente mercato degli ovini.
Fondriest. Deriva da Von Triest, cioè ‘da Trieste'.
Foresti. Indicava uno venuto da fuori, un forestiero.
Formiggini. Il cognome, tra l'altro dell'editore modenese suicidatosi gettandosi dalla Ghirlandina a seguito delle leggi razziali, indicava una persona proveniente da Modena.
Fornaciari. Un proprietario di una fornace, o anche uno che vi lavorava, era il fornaciaio. Da qui il cognome.
Franciosi. Indicava chi veniva dalla Francia.
Fraulini. Diffuso soprattutto nella fascia pedemontana e montana, deriva probabilmente dal termine latino per fragola, poi tramutatosi nei dialettali ‘frèvla' e ‘fròla'.
Fregni. Origine incerta: è possibile sia soprannome da ‘ferrigno', cioè persona ostinata, tenace (come il ferro).
(1, continua)