Base Nato, ma senza missili...

MONTE CIMONE.La base operativa del Centro Aeronautica Militare di Montagna di Monte Cimone è anche una base Nato. E questo, nell'immaginario dei sestolesi e non solo, ma di tutte le persone che hanno avuto la fortuna di salire in vetta, ha sempre suscitato un certo interesse, un certo fascino, ma anche una certa preoccupazione.
Sono lontani i tempi in cui i militari americani, nel secondo Dopoguerra, salivano in vetta, vi rimanevano per mesi e avevano nei sestolesi gli unici amici d'oltreoceano.
Ora l'attività statunitense si è decisamente ridotta. Militari americani salgono con una frequenza di una volta ogni due mesi per controllare le loro apparecchiature che alimentano alcuni strategici ponti radio che ancora non sono stati sostituiti dai satelliti.
Ma ancora per poco quella del Cimone rimarrà una delle 112 basi statunitensi ancora presenti sul territorio italiano: «Ci hanno già dato la disdetta dei locali - conferma il tenente colonnello Riccardo Santaguida - ed entro la fine del 2008 dovrebbero togliere anche tutte le ultime apparecchiature rimaste».
I due locali, ovviamente inaccessibili, che ora hanno in 'affitto" dall'aeronautica italiana saranno cosi liberati, ma c'è chi non ci crede e che ancora pensa che il Cimone possa ospitare ordigni bellici e missili di ogni tipo: «L'unico segreto - conferma Santaguida - sono le frequenze radio che utilizzano. Di armi, nemmeno l'ombra. Ci tengo a sottolinearlo perchè c'è ancora chi, incontrandoci quando siamo in servizio o bussando alla nostra porta della caserma di Sestola ci chiede cosa nasconde quella base. Nulla, assolutamente nulla».
Ma dirlo, evidentemente, non basta. E salire lungo la galleria scavata dentro al Cimone lascia un alone di mistero. E se non c'è nulla di pericoloso, almeno affascinante lo è. (d.b.)