06 settembre 2007 —
pagina 06
sezione: Attualità
BOLOGNA. Da mesi sul suo pluricliccato blog circola linvito choc al V-Day, in dirittura di arrivo. A Bologna, sabato, il raduno nazionale. «L8 settembre - scrive Beppe Grillo - sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato 8 settembre nelle piazze dItalia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi culturali. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare».
Mancano due giorni allappuntamento e ai 23 parlamentari illegali la piazza di Bologna manderà un sonoro «ma vaffa», sotto le battute ruvide del comico genovese che sabato sbarcherà sotto le Due Torri per sferzare gli eletti in Parlamento con una condanna in giudicato sul groppone. La più ricorrente? Corruzione. Sul banco degli imputati, anche il finiano Domenico Nania, il senatore a vita Giulio Andreotti, il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Massimo DAlema, il leader della Cdl, Silvio Berlusconi ed il casiniano Lorenzo Cesa con alle spalle una condanna per corruzione caduta in prescrizione.
Grillo, alla fine, ha scelto proprio Bologna per il suo attacco a muso duro alla politica «corrotta». Doveva andare a Roma, già alle prese però con la sua notte più lunga, la Notte Bianca. Così ha scelto la città dello sceriffo, di Cofferati. Il Vaffa-Day avrà come momento culminante la raccolta di firme (ne servono 50mila) a sostegno della proposta di legge di Grillo ideata per spazzar via i «ricercati» da Montecitorio e Palazzo Madama: divieto daccesso alle aule per chi ha rimediato una condanna penale; limite di due legislature per il mandato parlamentare; no alle liste blindate dai partiti e voto diretto del candidato. Lappuntamento è in piazza Maggiore dalle 17 a notte fonda. Ma il banchetto per la raccolta firme aprirà dalle 15. Ad autenticare le firme lassessore ed ex magistrato, Libero Mancuso.
Tra i partecipanti al raduno nazionale di piazza Maggiore, i giornalisti Marco Travaglio e Milena Gabanelli, passando per Don Ciotti fino alla famiglia di Federico Aldrovandi, il giovane morto a Ferrara e del cui decesso i parenti accusano la polizia.
Si prepara a sfoderare la lingua tagliente anche il comico bolognese, Alessandro Bergonzoni: «Grillo ci dà loccasione di uscire dalle case della nostra tolleranza e di andare in piazza a dire basta». (claudia zamorani)