Come salvare la gallina modenese

E'uno dei soggetti che compaiono nei dipinti del pittore reggiano gaetano Chierici, operante dalla metà dell'Ottocento agli anni venti del Novecento. E' la «Gallina Modenese», un animale da cortile molto diffuso nelle campagne modenesi fino a qualche decenniofa, ma che ora in via di estinzione e oggetto di una campagna di recupero e salvataggio da parte della Provincia di Modena.
Mancherà ancora poco per ritrovare sulle nostre tavole le galline modenesi. Sono un paio d'anni che l'assessorato all'agricoltura della Provincia di Modena è impegnato alla salvaguardia della biodiversità animale di questo volatile, citata in alcuni testi storici come razza locale che deriverebbe «presumibilmente da incroci tra Padovana Comune, Liverno Bianca e Livorno Dorata. La gallina modenese, anche per il suo colore denominato «fulvo camoscio» è anche detta gallina Fulva di Modena.
Il progetto di recupero di questo animale da cortile, che si poteva trovare nelle aie delle aziende agricole modenesi prima che prendessero piede gli ibridi selezionati per uova o per carne, è iniziato nel 2005 e nella sua prima fase si è concretizzata con il consolidamento dei centri dove erano allevati i capèi di gallina modenese. «In particolare - dicono i responsabili dell'assessorato all'agricoltura - l'Itsituto di zootecnia dell'Università di Parma e l'allevatore «custode» Giuliano Serafini di Nonantola. Questo obiettivo è stato attuato realizzando un nuovo allevamento di galline modenese presso l'istituto Spallanzani, sede di Montombraro». Il 2006 è invece trascorso con la divulgazione di informazioni e notizie riguardanti la gallina modenese e la distribuzione di esemplari di animali.
«Nei primi mesi del 2006 - continuano dalla Provincia - si è svolto un incotnro divulgativo presso l'Istituto Spallanzani di Castelfranco, dove è stato presentato il progetto in via prioritaria alle aziende agrituristiche e alle fattorie didattiche, nel corso del quale si sono raccolte le prime adesioni per allevare galline modenesi».
Dal mese di aprile è invece iniziata la fase operativa vera e propria con la distribuzione dei pulcini alle aziende che ne avevano fatto richiesta. la distribuzione è proseguita poi fino a luglio ed ha interessato complessivamente 17 aziende per un totale di circa 450 pulcini distribuiti.