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Conti in tasca alla mostra più discussa

 Dietro le quinte della mostra più discussa degli ultimi anni. Ci riferiamo all’antologica dedicata all’artista pavullese «Gino Covili, gli occhi della vita» allestita al Foro Boario di Modena. Come si ricorderà, al centro delle polemiche sono finiti i costi giudicati eccessivi per l’evento, vale a dire 510 mila euro (contro una ipotesi iniziale di un milione e 200 mila euro, per una mostra più ampia) sostenuti per buona parte dalla Fondazione Cassa di Risparmio che ha stanziato, tramite Comune, un contributo di 380mila euro cui si aggiungeranno al termine della mostra l’eventuale contributo di 40mila euro del comune, il resto (90mila euro) è invece coperto da un gruppo consistente di sponsor.
 Gli organizzatori della mostra, su richiesta della Giunta, hanno presentato un dettagliato preventivo, dove - voce per voce - viene giustificata la spesa per realizzare l’evento.
Vediamo allora dove saranno spesi i 510mila euro, con un primo sommario esame, che approfondiremo nei prossimi giorni. Per gli eventi collaterali in totale, Iva inclusa, saranno spesi 48mila 468mila euro. Tra le voci di questo capitolo (comprendenti consulenze, istituti scolastici, cena di promozione, performance teatrali, viaggi, ospitalità consulenti) figura anche il compenso di Vittorio Sgarbi che a titolo di consulenza (si presume comprensivo della serata in cui ha fatto da cicerone e magnificato l’autore) ha incassato 13mila 200 euro (iva inclusa). La sera dell’inaugurazione è costata 4mila 218 euro.
 Secondo capitolo è quello relativo a montaggi, smontaggi manutenzione opere, pulizia finissaggio trasporto e spese assicurative. Una voce che nella prima ipotesi (che prevedeva una mostra più corposa) aveva fatto gridare allo scandalo per il costo preventivato pari a 245mila euro. Qui la spesa è notevolmente ridotta a soli 26mila 640 euro. L’assicurazione delle opere, nella primissima ipotesi, stimata in 26mila euro trasporto incluso, è invece di 7mila euro per un valore stimato delle opere pari a 6milioni di euro.
 Per quale che riguarda la progettazione, organizzazione e coordinamento totale la spesa - sempre Iva inclusa - è di 46mila 800 euro.
 Altra corposa voce di spesa è quella relativa alla promozione e ufficio stampa che comprende soprattutto la pubblicità su giornali, tv, radio, ma anche gadget, e cartelloni di varia misura. Il totale è di 162mila 845, 41 euro.
 Si passa poi alla voce ricerche e curatori mostre per un totale di 12mila 450 euro.
 Per le spese di allestimento e disallestimento la cifra preventivata è di 68mila 604 euro.
 Le spese di gestione della mostra hanno invece una spesa totale di 84mila 210 euro. Qui sono comprese le voci relative alla reception, biglietteria, vendita e laboratorio curate da Mediagroup per 30mila 660 euro più altri 6mila 240 per la parte di competenza Cna. Le pulizie affidate a Progetto Lavoro costano 4mila 200 euro, l’Isola che non c’è per il servizio baby-parking, la cancelleria necessaria e il reticolato riceverà 5mila 300 euro.
 Altra voce indispensabile per una mostra: le spese per la realizzazione del catalogo e la guida alla mostra che ha un costo totale di 57mila 162,60 euro.
 La spesa totale per la mostra, a questo punto ammonterebbe a 507mila 73,81 euro. Circa 3 mila in meno del preventivo. Ma, visto che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, è stata inserita anche la voce varie ed imprevisti stimata in 8mila 820 euro di costi generali. Il costo totale, a preventivo, della mostra, Iva inclusa, arriva così alla cifra totale di 515mila 893,81 euro. Tra i fornitori di servizi necessari alla mostra, la parte del leone la fa sicuramente la CoviliArte, società del figlio del pittore proprietaria di praticamente tutte le opere esposte. In totale riceverà 108mila euro, Iva inclusa. Importo così suddiviso: fornitura della performance di Massimo Foschi e Andrea Candeli per 5mila 400 euro; manutenzione opere, pulizia, finissaggio telai, cornici, smontaggio e rimontaggio grandi tele 10mila 800 euro; coordinamento e organizzazione operativa per ritiro e riconsegna opere, trasporto scultura a Modena 7mila 200 euro; per l’ideazione, progettazione mostra e allestimento percorso espositivo 8mila 400 euro; alla voce promozione per i servizi fotografici relativi all’allestimento, vernice, eventi collaterali e conferenza stampa 6mila euro. E ancora CoviliArte riceverà per selezione opere dell’archivio generale, contatti con collezionismo pubblico e privato, rispettiva documentazione 8mila 400 euro; per spese generali, coordinamento rapporto con fornitori e spese di trasferta 13mila 200 euro; per il servizio visite guidate (2 persone) oltre alla presenza in mostra 6mila euro. Coviliarte si è occupata anche del catalogo. In particolare riceverà 17mila 160 euro per la fotografia delle opere e la digitalizzazione, il bilanciamento, le correzioni cromatiche, la pulizia degli sporchi, scontorni, inquadrature, oltre a prove Iris di stampa. Infine altri 9mila 600 euro verranno versate a CoviliArte per il coordinamento editoriale del catalogo e della guida alla mostra.
 Mito Group che ha affiancato CoviliArte nell’organizzazione e gestione della mostra riceverà circa 40mila euro per le seguenti prestazioni: organizzazione, coordinamento attività ed eventi collaterali 7mila 200 euro; organizzazione promozione ricerca sponsor, pubbliche relazioni pianificazione e gestione media 38mila 400euro e, infine, gestione operativa-amministrativa alla voce spese-gestione mostra per 14mila 400 euro.
 Fin qui i costi. La delibera stilata dalla giunta sulla scia dell’input del documento votato dal consiglio comunale che invitava ad un controllo rigoroso della spesa e a tagliare il più possibile le spese ha però inserito alcune clausole sin qui inedite. Ad esempio, ha deliberato di rinviare ad un «successivo momento l’approvazione e l’impegno di una somma fino ad un massimo di 40mila euro più iva, dal piano finanziario a carico del Comune di Modena, una volta che sia determinato e conosciuto l’ammontare delle diverse voci di entrata dell’iniziativa». Inoltre, nella delibera si dà atto che «le entrate derivanti dalla vendita dei biglietti, merchandising e cataloghi della mostra saranno incamerati dagli enti promotori (Comune); verrà riconosciuta al soggetto organizzatore una commissione sugli incassi di cui sopra, secondo la seguente specificazione: fino a 30mila di incasso, non sarà dovuta alcuna commissione; incassi da 30mila, 01 a 50 mila euro commissione del 30% più Iva; da 50mila, 01 a 70mila euro: commissione del 40% più Iva; oltre 70mila euro: commissione del 60% più Iva. Infine agli enti promotori spetterà inoltre una entrata corrispondente al 20% degli incassi per la vendita dei prodotti d’arte realizzati dalla ditta CoviliArte». (and.mar.)