di Arianna De Micheli
Francesco - non è il suo vero nome, vuol restare anonimo - per vivere affigge tutti quei manifesti e poster che da sempre fanno parte del paesaggio urbano anche di Modena. E normale che ci siano, quasi si attaccassero da soli. Ma a monte della presenza sui muri degli ammiccanti faccioni di nostrani politici giulivi, di offerte di ogni tipo, di spettacoli e performance e di tutto ciò che la mente contemporanea riesce ad immaginare, esiste una fatica umana di cui sono in pochi ad accorgersi.
Perché hai scelto di non rivelare il tuo vero nome? Nessuno di noi ha interesse a spifferare ai quattro venti che si guadagna da vivere attaccando carta sui muri. Subisco ogni giorno le occhiate più o meno compassionevoli lanciate dai passanti, sguardi che vanno dal grottesco alla pena. E sì, dico la verità, un po mi vergogno. Sono infatti sempre sporco di colla e se incontro qualcuno che conosco non posso salutarlo come si deve.
Con una pacca sulla spalla ad esempio, o una semplice stretta di mano. Viviamo in una società a dir poco settaria, dove la gente viene giudicata per come appare. Gli unici che ti guardano con un certo interesse e anzi, spesso ti fanno i complimenti per come lavori, sono le persone anziane, i pensionati.
Del resto, fino a sei anni fa - caspita, sono già sei anni che attacco manifesti! - neppure io mi ero mai reso conto che potesse esistere un lavoro del genere. Un mestiere che non ha meritato neppure mezza citazione cinematografica!
Davvero? Devi aver fatto parecchie ricerche per poterlo affermare con tale sicurezza... Beh, sì... sono appassionato di cinema e lunico riferimento che ho trovato al mestiere di operatore pubblicitario - è il termine politicamente corretto, ma se volete scrivere attacchino va bene comunque - è stato in Pierino contro tutti, un film trash degli anni Settanta. Bene o male, ogni lavoro ha la sua bella citazione in qualche corto o lungometraggio. Il nostro no. Così ho deciso di scriverla io una sceneggiatura in proposito. Lho scritta un po di tempo fa, ma se volete, quando riesco a trovarla, ve la faccio leggere.
Perché sei anni fa hai intrapreso questa strada? Uscivo da una situazione professionale difficile, avevo perso un lavoro che mi piaceva per una questione andata storta. Cercavo quindi unoccupazione a tempo indeterminato che mi garantisse uno stipendio decente. E oggi come oggi non puoi che adattarti: anche se hai studiato e le tue ambizioni sono diverse, devi comunque fare i conti con la vita.
Quanto guadagni? Milletrecento euro al mese. No, non è un mestiere che mi piace, ma ha i suoi vantaggi. Mi alzo presto alla mattina, ma alle tre e mezzo del pomeriggio ho finito e quindi ho tempo per coltivare i miei molteplici interessi. Lavoro tutto il giorno allaria aperta e, se a qualcuno questo può creare delle difficoltà, a me invece non dispiace. Inoltre, nessuno ti sta col fiato sul collo, ti gestisci in autonomia e mantieni la tua indipendenza. Certo, poi ci sono gli aspetti negativi. Ad esempio, se il motocarro si guasta, non puoi che arrangiarti dandoti da fare per cercare di ripararlo. Molti, appena iniziato questo mestiere, hanno tagliato la corda. Anche io avevo pensato di andarmene, ma poi ho tenuto botta.
E un lavoro fisicamente molto faticoso? Faticosissimo. Una donna? No, una donna non potrebbe girare la città e attaccare manifesti, soprattutto poster... sì, quelli enormi, alla Berlusconi. Vedete le mie braccia? Questi muscoli non sono mica dovuti alla palestra!
Come si svolge la tua giornata lavorativa? Alle sette del mattino prendi i manifesti e... Ok, andiamo con ordine. Il nostro lavoro consiste nel piegare e affiggere manifesti - le cui dimensioni sono 70x100, 100x140, 200x140, 140x200 - e poster. I poster richiedono un impegno non indifferente essendo sei metri per tre. Inoltre dobbiamo occuparci della manutenzione del motocarro o, eventualmente, del furgone e degli impianti. Quali sono gli impianti? I muri e le tabelle di ferro che qui a Modena chiamano stendardi, anche se non so perché. Stendardo ha tutto un altro significato, ma visto che tutti dicono così anche il sottoscritto si è dovuto adeguare. Ma non mi sono certo adeguato alla colla che usavamo prima...
Perché, che tipo di colla viene usata per affiggere manifesti? Prima che muovessi mari e monti, si usava un tipo di colla pericoloso. Ad un certo punto mi sono impuntato e lho fatta cambiare tutta. Era una colla a base di farina cotta dalla soda caustica, molto più resistente di quella che usiamo adesso. Ma sulla pelle procurava vere e proprie lesioni. Inoltre, durante lestate, il manifesto sbiancava. Così mi sono informato e oggi - esiste anche una direttiva del Comune in proposito - utilizziamo solo colla sintetica, senza dubbio meno resistente ma innocua.
Dicevi che i poster sono una bella gatta da pelare... Io ci ho impiegato una cifra ad imparare... mi considero un uomo di pensiero, non di fatica. Comunque sì, esiste una tecnica ben precisa, sia per attaccare i manifesti, sia per i poster. Nel caso di questi ultimi, devi lavorare con la carta arrotolata: attacchi il poster da una parte e poi, segmento dopo segmento, lo srotoli. La mia prima volta è stata unesperienza impressionante. Il tipo che mi insegnava aveva montato una scopa di sette metri, il poster - avete presente quelli ai Portali? - era lungo ben otto metri. Mi ci sono voluti sette mesi per imparare come si fa! Per i manifesti è più semplice. Si usa infatti una scopa ricurva con cui, dopo aver appoggiato il foglio, devi dare una botta trasversale e poi altre piccole botte. La colla va messa prima sotto e poi anche sopra.
Hai mai distrutto qualche poster? Si, mi è successo. I capi si scocciano e tu ti prendi la tua bella sgridata. Per fortuna, le agenzie a volte mandano i ricambi, ma non si può certo dire che sia unabitudine. I nemici giurati di chi fa questo lavoro sono il vento, la neve e il ghiaccio. Già, perché con il ghiaccio la colla non attacca e il manifesto scivola irrimediabilmente. Comunque preferisco lavorare dinverno, destate mi viene sempre la cervicale.
E ti è mai capitato qualche altro incidente? Ho notato che le persone non si rendono conto che quando guidi un motocarro non sei seduto su un bidet. Siamo stracarichi: quattro bidoni di colla e ottanta litri di acqua che io mi porto sempre dietro per sicurezza. Eppure vieni considerato meno di niente, ancor meno di una bicicletta. E la gente si arrabbia pure! Già, perché, per non ostacolare il traffico, abbiamo dei permessi che ci consentono di sostare sulle piste ciclabili o nei vialetti dei parchi. Ma spesso veniamo trattati a pesci in faccia. Tornando agli incidenti... la risposta è sì, qualcuno me ne è capitato. Un tizio una volta mi ha preso in pieno, il motocarro si è rovesciato e la cabina si è accartocciata. Per fortuna mi è andata bene.
In quanti siete ad affiggere manifesti? Siamo in cinque, lavoriamo per una ditta di multiservizi, unazienda subappaltatrice che si chiama Progetto Lavoro. A Modena, per quarantanni, cè stata lAlpi di Roma che appaltava gli impianti comunali. Poi il tutto è passato in mano allAtcm, lazienda dei trasporti. E... ma stavamo parlando di altro... Siamo cinque dicevo, pochi per la mole di lavoro cui dobbiamo sopperire. Soprattutto sotto le elezioni, quando la gente spinge. Il riscontro pubblicitario infatti è ottimo, funzionano di più i manifesti rispetto alla pubblicità fatta via radio.
Quanto incide il luogo dove avviene laffissione? In modo considerevole. E qui sta il nostro piccolo potere: siamo infatti noi attacchini a decidere il dove. E la posizione è davvero importante, anche perché i luoghi decisivi che catturano lo sguardo delle persone non sono poi molti.
Labusivismo è un fenomeno diffuso? Striscia la Notizia si è occupata spesso di questo problema. Vedi uno che affigge il manifesto ed ecco, subito dopo, un altro soggetto che ne attacca sopra un secondo, così, come se niente fosse. Con la nuova legge puoi affiggere dove ti pare e al massimo paghi una multa davvero irrisoria. Quanto? Non so dire con precisione. A Milano, ad esempio, è tutto abusivo. Ma qui a Modena no, cè un controllo molto attento sullabusivismo.
Che cosa ti pesa di più di questa tua attività? Può sembrare strano, ma è lo stress. Bisogna sempre correre, correre e ricorrere. In una giornata devi fare di tutto per portare a termine le tue mansioni e la situazione si fa sempre più pesante. In questo settore della crisi imperante non vi è neppure lombra, il lavoro non manca mai.
E un aspetto che invece apprezzi? Il lato socializzante. Ogni giorno qualcuno mi chiede qualche informazione. Inoltre mi trovo in una posizione privilegiata che mi consente di osservare la natura umana, una natura umana di strada. Certo, sono sempre incontri estemporanei ma anche interessanti. Sapete che questa città è piena di pazzi? Ho conosciuto uno che spende tutti i soldi della pensione per dare da mangiare agli uccelli. Gira con la bici e con due sacchi pieni di roba per i piccioni. E poi vedo sempre una signora che, in qualsiasi stagione dellanno, raccoglie foglie in quantità. Poi le mette in un sacco enorme e... Che cosa se ne fa? Non ne ho la più pallida idea!