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Andrea: sarà la mia ultima maratona

 Andrea Mazzucchi, ci sarà anche lui alla decima edizione della Maratona internazionale di Reggio Emilia - Città del Tricolore. Qualcuno si domanderà: è chi è costui? Lo sanno ormai bene i «fanatici» della maratona perché Mazzucchi, anche se non può competere con Stefano Baldini (di cui è amico) ha compiuto negli ultimi anni delle imprese davvero «olimpiche».
 Pur avendo, con un eufemismo, qualche difficoltà a camminare speditamente, si è sciroppato maratone in giro per il mondo: Roma e New York, per citarne due, ma anche un tentativo, riuscito a metà, nel deserto del Sahara. Come sempre, Andrea, modenese di Piumazzo, atleta dell’Associazione sportiva handicap Modena (Asham), farà tremendamente sul serio.
 «Ancora una volta, ci provo seriamente - racconta - Non che le mie imprese sportive degli ultimi anni siano state degli scherzi, al punto che la maratona del Tricolore a Reggio Emilia potrebbe essere l’ultima della mia faticosa e gioiosa carriera di atleta disabile. Continuerò a fare attività sportiva, a correre assieme alla folta umanità che rivendica il diritto di sentirsi stanca dopo una decina di chilometri di corsa, o di decidere arbitrariamente che ‘sì, oggi piove troppo forte per farmi venir voglia d’uscire per l’allenamento’. Avrei voluto partecipare ad altre maratone, come Londra, Venezia, Berlino - tanto per citarne alcune di un elenco che potrebbe essere molto più esteso - ma prima di essere costretto alla rassegnazione da una serie di forzati ritiri, vorrei fare un atto d’umiltà: ammettere che l’impegno della preparazione e uno sforzo tanto prolungato in gara rappresentano per me un limite estremo, che non è matematico raggiungere sempre e che, progressivamente, si allontana con l’età. La maratona impone le sue regole».
 Per Mazzucchi ed i suoi accompagnatori sarà effettuata una partenza speciale con un’ora di anticipo rispetto agli altri atleti. Il gruppo sarà scortato da una staffetta di Handbyke della Apre, una associazione reggiana di paraplegici. Sarà, quindi, un piccolo evento nell’evento di una maratona che, grazie alla sensibilità dei suoi organizzatori, offre anche ad un atleta disabile attenzioni che lo ripagano delle fatiche degli allenamenti. A Reggio Emilia con Mazzucchi ci saranno molti amici e compagni di squadra: Enrico Messora e Fabio Cremonini, esperti maratoneti normodotati che per solidarietà corrono per i colori dell’Asham. Inoltre, lo accompagneranno correndo al suo fianco, Claudia Tognoli, con la quale ha condiviso le esaltanti esperienze della New York City Marathon e della Sahara Marathon, e Stefano Bocchi, volontario Asham alla prima esperienza in maratona. Salvo imprevisti, tornerà per seguirlo in bicicletta, dopo la maternità, Rosanna Fico, sua allenatrice nelle precedenti maratone.
 «Quanta pioggia ho preso quest’anno! E qualcuno penserà che la pioggia - racconta Andrea - come il freddo o la stanchezza, non si condividono; ognuno sente autonomamente la sua parte. Eppure, in questi mesi, con Stefano Bocchi che preparava la sua prima maratona, ci siamo trovati sotto la pioggia, al freddo a provare la stessa stanchezza, ci siamo aiutati e confrontati ed è stato come ripartire le difficoltà e moltiplicare la forza della nostra determinazione. Durante i mille noiosi giri intorno al Parco Ferrari di Modena il pensiero è andato spesso alle fasi salienti della nostra ascesa in staffetta nei 100 chilometri della ‘Podissima Modena-Abetone’, la faticosissima corsa tra i boschi di Castiglion de’ Pepoli, o alla gioia della ‘4 passi con l’Asham’ a Piumazzo. Sono forse queste grandi emozioni che ci sostengono negli allenamenti e ci spingono alla sfida dei 42 chilometri. A volte cerco d’immaginare i pensieri che potrei suscitare nelle altre persone e mi pare già di sentire, dalla porta di un bar in centro a Reggio, il commento di chi si vede sfilare davanti il sottoscritto e la sua allegra comitiva: ‘Eh, già! Non ci sono più i disabili di una volta!’».