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Blitz-beffa in municipio contro i rifiuti tossici

 RAVARINO. Dopo la manifestazione di protesta durante la seduta del Consiglio provinciale con lo striscione “Agricoltura di qualità, no ai rifiuti tossici”, il comitato “Castel Crescente” di Stuffione e Ravarino continua la sua battaglia. Mercoledì sera - poco dopo il blitz dei lenzuoli in municipio - l’assemblea si è riunito per le nomine, decidere il da farsi e far conoscere a tutti la situazione.
 La questione è di quelle che scaldano i cuori della gente. Tanto che a Stuffione sono già affiorati i primi striscioni di protesta e le prime lenzuola appese alle recizioni con slogan che esprimono il convinto dissenso dei cittadini all’insediamento della fabbrica in costruzione. A dimostralo è anche il blitz, mercoledì pomeriggio, che ha ricoperto di lenzuoli il municipio di Ravarino. “No alle coop, sì ai rifiuti tossici” era il messaggio provocatorio lanciato dalle finestre del Comune, come a sottolineare la scelta fatta da chi governa il paese. E così altri slogan. E’ subito intervenuta la polizia municipale, che ha rimosso gli striscioni e sta indagando sui responsabili. Quanto sia forte la preoccupazione tra gli stuffionesi, lo dimostra anche la grande partecipazione alla riunione del comitato di cittadini. Il sentimento che ha spinto uomini e donne, giovani e anziani mercoledì a uscire di casa per prendere parte all’incontro nell’asilo di Stuffione è comune: preoccupazione per qualcosa di sentito come una grave minaccia alla propria comunità e alla propria salute, e voglia di fare qualcosa.
 Sono 11 le persone che fanno parte del direttivo di “Castel Crescente”: Claudio Guizzardi, Paolo Papotti, Maurizia Rebecchi, Oliviero Pedrazzi, Oreste Sighinolfi, Gianluca Gualtieri, Mario Resca, Andrea Zironi, Alberto Neri, Edda Bergonzoni, Fabrizio Guicciardi. Tra questi il presidente sarà Claudio Guizzardi, il vice Paolo Papotti e il portavoce Maurizia Rebecchi. Un comitato aperto, che punta a coinvolgere i ravarinesi, ma anche i cittadini dei comuni limitrofi: una ciminiera alta 20 metri fa sì che la questione riguardi tra gli altri, Crevalcore, Camposanto, Solara...
 Resta la dimensione politica la più dibattuta anche nel comitato. Durante l’assemblea non sono mancati momenti di tensione: il Polo che rivendica la paternità di aver scoperto la situazione, la gente e il comitato stesso non vuole sentire parlare di colori politici, ma chiede che sia il cuore o il semplice il fatto di trovarsi tutti nella stessa situazione a fare la forza del comitato. Resta da decidere la linea che il comitato seguirà. Basta unire centinaia di cittadini affinchè il sindaco dica finalmente “no” all’insediamento o è necessario rivolgersi a dei tecnici per poter lottare anche da un punto di vista legale? Il comitato vuole tenere aperte entrambe le strade. (el.pe)