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«Il Sert va migliorato ma resta lì»

 Il Sert deve rimanere in via Sgarzeria con adeguati correttivi o deve essere spostato in un luogo diverso e poco popolato? E’ attorno a questo “dilemma” rappresentato da due ordini del giorno di maggioranza e opposizione su posizioni opposte che si è svolto un animato dibattito ieri in consiglio comunale. Alla fine è passato un documento presentato dalla maggioranza che riconosce l’esistenza di un problema di “convivenza” tra la struttura di via Sgarzeria e i residenti, ma che dice anche altrettanto chiaramente che il Sert, migliorato, deve rimanere dove è.
 Il documento approvato «invita la Giunta, al fine di mitigare l’impatto sul territorio a predisporre un progetto d’intesa con l’Usl, che dovrà illustrarlo in consiglio, finalizzato a porre in essere opportune azioni per assicurare la vivibilità e la convivenza civile nella zona». Si ribadisce anche che il Sert deve rimanere dove è, ma facendo convivere il percorso del recupero dei tossicodipendenti con la necessità di evitare ghettizzazioni e spostamenti in ospedale. Tra le righe, viene fornita la via da percorrere che, in pratica, sembra rilanciare i “centri di bassa soglia” laddove sottolinea come per risolvere il caso «basterebbe risolvere le problematiche relative all’ospitalità degli assistiti per migliorare la situazione esterna alla struttura che, senza dubbio, crea difficoltà ai residenti». Quindi fornendo spazi più ampi in cui stazionare, sedersi e riposare si eviterebbe la situazione di bivacco sulla strada che tanto crea disturbo. Prampolini dei Ds, illustrando il documento della maggioranza, ha sottolineato come, parlando con esperti, è emerso che «questa struttura spostata in ospedale a contatto con persone vittime di altre dipendenze o in campagna potrebbe creare problemi ben peggiori su queste persone, che lo ricordo, si vuole recuperare. Noi dobbiamo trovare l’equilibrio tra possibilità di decongestionamento e una possibilità di mitigare i problemi con i residenti».
 Suggerimento respinto dall’odg di An presentato da Michele Barcaiuolo il quale ritiene decisamente incompatibile una struttura come il Sert con il centro storico, tra l’altro nelle vicinanze di un paio di scuole.
 «E’ un dato di fatto che strutture così debbano essere spostate altrove, in zone a bassa residenzialità - spiega Michele Baraciuolo - Ancor più indicata sarebbe una struttura sanitaria, in grado di fornire spazi adeguati per questo tipo di intervento. Perchè penalizzare il centro storico che andrebbe invece tutelato? Ricordo tra l’altro che c’è un preciso invito della circoscrizione centro storico, della precedente legislatura, che invita la giunta a procedere con il suo trasferimento. Qui non si tratta di spostare il problema o di giudicare il ruolo del servizio». Posizione non condivisa da Caropreso di Forza Italia che, a titolo personale e su posizione opposte rispetto ai colleghi di partito, pur parlando di una struttura decisamente inadeguata alle esigenze del servizio, si è detto contrario a creare ghetti in zona isolate per rispetto della dignità umana delle persone e delle loro famiglie. Il dibattito ha visto maggioranza e opposizione ben radicate sui rispettivi documenti. Non è mancato un botta e risposta al ‘veleno’: Montorsi (Rc) citando il progetto dei centri da bassa asoglia ha accusato l’allora assessore Caldana (Margherita) di averlo affossato e Caldana pronto ha replicato che a affossarlo furono associazioni vicine a Montorsi che non seppero gestire il conflitto con i residenti di via Giardini. Alla fine votazione con maggioranza compatta sul proprio odg, e opposizione sul proprio. Caropreso si è astenuto su quello di An. Modena a Colori contraria ad entrambi. (and.mar.)

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