21 aprile 2005 —
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sezione:
Agenda e Lettere
Nel precedente articolo ricordavo come il modo dellelezione del Papa rischiava di portare al soglio pontificio un uomo non adatto alla chiesa e al mondo di oggi. Elencavo 7 nodi che il nuovo papa o meglio la chiesa del 2000 deve comunque affrontare anche se Benedetto XVI non sembra il Papa più adatto.
1) Democrazia nella chiesa. Qualche forma di democrazia è entrata in tutti i settori della società moderna. Nella chiesa, esiste una gerarchia di origine medievale e monarchica, ben definata dal codice di diritto canonico: il papa, i vescovi, i preti, i laici. Si sostiene che tutto ciò è voluto da Dio. Ma il Concilio Vaticano II aveva inventato nuove formule e parole: popolo di Dio, concilio, sinodo, collegialità, consigli pastorali, comunione, fraternità. Si intravedeva un nuovo modo di esercitare lautorità, basata non sul potere ma sul servizio. Ma su questa linea non si è progredito molto. La sensazione è che tutto venga deciso dalla curia e dal Papa, che i vescovi non abbiano un gran potere e i laici siano solo esecutori. Una nuova chiesa deve ridare dignità e parola a tutti cristiani, laici, preti, vescovi.
2) Libertà e ricerca teologica. Dal IV secolo fino ad oggi, la chiesa ha accumulato migliaia di dogmi affermazioni e condanne «infallibili». Teoricamente ogni cristiano è tenuto a credere per fede a queste «verità». Ma molte di queste ormai, sono state volutamente dimenticate, perché storicamente datate. Pensate al sillabo di Pio IX o alle scomuniche di Pio XII. Oggi cè bisogno di una maggiore leggerezza e libertà di ricerca dei teologi che potrebbe ravvivare il colosso dogmatico della chiesa. Lo Spirito Santo secondo la teologia cristiana, non è presente solo nel conclave o nel Papa quando parla ex cathedra, ma in tutti i cristiani che leggono insieme le scritture. La curia e il Papa definiscono in modo dogmatico tutta una serie di verità che potrebbero invece rimanere ipotesi da discutere. Gli spazi dellopinabili sono pressoché inesistenti. Nella chiesa esistono opinioni segrete e pettegolezzi, ma non teorie discusse ufficialmente.
3) Ricerca di una nuova morale. Le chiese e le religioni hanno una funzione insostituibile: quella di affermare principi morali contro le mode e le abitudini. Tutti sappiamo però con quanta determinazione e precisione siano stati definiti i comportamenti morali sul sesso, sulla famiglia o sulleugenetica con proibizioni e definizioni apodittiche. Mentre si è stato spesso evasivi o muti su questioni economiche e politiche (mercato, sfruttamenti, tasse, banche, guerra, commercio armi). Occorre comprensione e misericordia, insieme a maggiore severità profetica.
4) Ecumenismo e dialogo con altre religioni. Il rapporto con le altre confessioni cristiane (luterani, anglicani, calvinisti, ortodossi, valdesi ecc) nei secoli passati è stato conflittuale più per ragioni storiche che teologiche. Sono moltissime le cose che uniscono; poche a livello di contenuto e spesso legate a definizioni teologiche rivedibili, quelle che dividono. Per arrivare ad una comunione che salvaguardi le differenze, occorre evitare di insistere sugli aspetti che dividono ad esempio il culto esagerato dei santi e della Madonna, lautoritarismo papale, linsistenza sulle indulgenze...La gerarchia cattolica deve umilmente scendere dal suo piedistallo di presunta infallibilità e mettersi in dialogo e in ascolto anche per quello che riguarda il rapporto con le altre religioni. Per il cristiano Gesù di Narareth è il profeta che più di tutti gli altri ha parlato in nome di Dio. Ma sta emergendo la convinzione che ogni religione è un sentiero che come dice Ghandi porta al monte di Dio. Oggi cè bisogno dellapporto di tutte le religioni sane per superare i fondamentalismi e scoprire la propria anima profonda che in modo diverso può dare una speranza agli uomini.
(2. continua)
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Beppe Manni