Mafia, anche un'impresa edile tra i beni sequestrati a Lo Sicco

Un patrimonio soprattutto immobiliare da 100 milioni di euro è stato sequestrato a Palermo dalla Guardia di Finanza ad un imprenditore edile ritenuto vicino alla mafia. Il provvedimento cautelare colpisce beni riconducibili al costruttore Pietro Lo Sicco. Sono stati tra l'altro sequestrati 44 appartamenti, 42 magazzini, 37 uffici. Tra questi, un'impresa edile di Modena.
Sono in totale 257 le unità immobiliari poste sotto sequestro su provvedimento della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, tra appartamenti, negozi, uffici, terreni e una parte del complesso residenziale «Hotel House» di Isola delle Femmine (Palermo), oltre a nove conti correnti, un'imbarcazione da diporto e 6 auto tra le quali una Ferrari. Sequestrate anche le quote di nove società: le imprese edili «Leoni costruzioni srl», «Cristina Immobiliare srl», «Lopedil costruzioni srl», «Modena costruzioni srl», «Frida costruzioni srl» e «Jlenia immobiliare srl», la ditta di abbigliamento «Le donne sas» e la falegnameria «Industrie lamellari srl», tutte riconducibili a Lo Sicco o a suoi familiari.
L'imprenditore, un ex benzinaio protagonista a partire dal 1980 di un'ascesa finanziaria, era stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa nel 1998 e condannato a 7 anni di reclusione nel giugno del 2000.