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Sert, riesplode la rabbia dei residenti

 La gaffe dei “corsi di formazione” per i residenti vicino al Sert ha scatenato - com’era prevedibile - la reazione dei cittadini che da anni vivono una situazione di disagio: spaccio, microcriminalità, sporcizia, risse a ogni ora del giorno, un senso di insicurezza continuo. A poco sono servite le scuse di Verdi e Rifondazione comunista, che hanno affermato di essersi spiegati male: per gli abitanti della zona l’uscita dei due consiglieri di Circoscrizione è l’ennesima presa in giro dopo anni di proteste inascoltate.
 La verde Paola Aime e Paula Nolff di Rifondazione comunista in una interrogazione (firmata anche da un consigliere della Margherita, che poi si è tirato indietro) hanno chiesto corsi di formazione/progettazione per utenti e per residenti attorno al Sert al fine di creare una... pacifica convivenza.
 Dopo l’attacco del presidente di Circoscrizione che ha definito “insufficiente” e “superficiale” la proposta, di fronte alla gravità del problema, le due consigliere hanno precisato che intendevano dire un’altra cosa: creiamo mediatori di conflitto e coinvolgiamo i tossicomani del Sert in percorsi di convivenza “come fanno in Olanda”.
 Una precisazione che non smorza la rabbia dei residenti, esasperati per anni di battaglie e petizioni inutili di fronte alla sordità della giunta comunale, che non ha mai fatto nulla. Sentire parlare di “corsi”, “percorsi” e “progettazione” li ha mandati su tutte le furie: «Noi residenti della zona intorno a via Sgarzeria e corso Cavou siamo allibiti. Per anni abbiamo ricevuto promesse, mai mantenute, siamo stati convocati, rassicurati, smentiti, soprattutto ignorati, ma mai nessuno ci aveva proposto corsi di formazione e di progettazione per educarci alla convivenza o a chissà cos’altro».
 «Ci volevano tre politici parolai per arrivare a questa che consideriamo un’offesa al buon senso, all’intelligenza ed a noi, rei ai loro occhi di aver evidenziato un problema che chiunque frequenti questa zona conosce. Dopo aver avuto un primo incontro con la presidente della circoscrizione Centro Storico, Ingrid Caporioni era rinata in noi, se non la speranza, almeno la voglia di confrontarci di nuovo con gli amministratori per risolvere il problema, vista la serietà della persona. La responsabile si era impegnata a trovare una possibile soluzione. E mentre ciò avveniva ecco i tre parolai a proporre questa provocazione. A questi tre, in cerca probabilmente di notorietà, vogliamo solo far giungere le nostre considerazioni. Siamo convinti, ogni giorno di più, che la collocazione del Sert, in Centro storico e in mezzo a tre scuole, sia la peggiore possibile e non riconoscerlo è un insulto al buon senso. Abbiamo raccolto 1300 firme per richiederne il trasferimento, più che per ogni altra petizione - e non se ne tiene conto. Ogni giorno davanti al Sert ci sono persone che si ubriacano dalle 9 di mattina, spesso provocando risse che richiedono l’intervento della polizia, gli spacciatori ormai li conosciamo quasi per nome. A causa di tutto ciò non ci sentiamo sicuri ad uscire di casa; lo diciamo da anni e per questo ci viene proposto di frequentare corsi di formazione. Se non si richiedono corsi per diventare pubblici amministratori, non vediamo come possano essere proposti a semplici cittadini residenti. Offriamo al presidente della circoscrizione la possibilità di trovare una soluzione, come da lei richiesto, ma non accettiamo strumentalizzazioni politiche, né tanto meno provocazioni”. Intanto Luca Ratti, capogruppo di An nella Circoscrizione centro storico, rilancia lo spostamento del Sert. «Il Comune di Modena si ostina a voler tenere in centro storico una struttura che di per sè crea problemi di ordine pubblico».

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