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Malati mentali dimenticati in questa città


di Camillo Valgimigli
L’Organizzanzione Mondiale della Sanità quest’anno ha spostato dal 10 ottobre ad oggi la giornata dedicata alla Salute Mentale, con lo specifico intento di offrire maggior tempo ad enti locali, associazioni, sindacati e società scientifiche, per meglio organizzare incontri, riunioni, feste, occasioni per maggiori informazioni, consigli, punti di riferimento, notizie su una terribile sofferenza, quella provocata dalla malattia mentale ai pazienti e alle loro famiglie.
 Che cosa mi sta succedendo? Perché proprio a me? E’ colpa mia? E’ un fatto ereditario? E’ quindi colpa della mia famiglia? Con chi dividere lo sconforto e la solitudine che mi stanno assalendo? A chi posso rivolgermi? Ecco le domande più comuni e più frequenti che si pongono le famiglie che hanno in casa un paziente psichiatrico. Per essere ascoltate. Per essere aiutate. Non si vuole certo enfatizzare l’importanza di giornate dedicate ad una malattia o ad un problema, ma è fuori discussione che possono essere di notevole aiuto soprattutto in materia di conoscenza e informazioni sui servizi, e sui percorsi terapeutici per gli stessi utenti.
 Mentre in tantissime città italiane sono state organizzate e programmate nuove manifestazioni e occasioni d’incontro, Modena e Provincia offrono un malinconico e triste deserto di iniziative. Proprio il caso di dire c’era una volta a Modena una psichiatria: fatta di discussioni con la gente, di riunioni con gli operatori, di incontri in cui venivano presentati bisogni e necessità.
 Oggi la malattia mentale in questa città non ci riguarda più. Perfino i supermercati, le coop e le diverse aziende sono lontano anni luce dal pensare per i loro regali ai malati di mente. Di contro c’è un’associazione di famigliari: “Insieme a Noi” fatta di gente non abituata a mendicare, che ha una sede di fronte al mercato di via Albinelli, spesso dimenticata nonostante il sollievo che arreca proprio durante le vacanze, durante i periodi festivi, alle famiglie di questi pazienti. Sono purtroppo troppo poveri: per riuscire a prendere la pizza devono autotassarsi gli stessi volontari. Se da oggi, domenica 5 dicembre, questa associazione “Insieme a Noi” (presidente Tilde Barbieri, tel. 059 220833) diventasse punto di riferimento, questa giornata della salute mentale non sarebbe passata inutilmente.