La Parmalat in aula per l'aggiotaggio


MILANO. Calisto Tanzi e Fausto Tonna, Luciano Del Soldato e Gianfranco Bocchi. Chissà se si incontreranno, questa mattina, nell'aula magna del tribunale di Milano. Di sicuro non si stringeranno la mano. I loro rapporti sono «azzerati». Sono alcuni dei protagonisti del processo per il crac Parmalat. Oggi, davanti al giudice Cesare Tacconi si svolgerà l'udienza preliminare, a porte chiuse. Le parti sono convocate per le 9,30. Oltre ai nomi più noti, ci sono Stefano Tanzi, figlio dell'ex patron, e tutti gli altri ex componenti il consiglio d'amministrazione della società di Collecchio. E poi ci sono gli ex sindaci e gli ex direttori di Parmalat Spa e delle sue controllate anche estere.
A parte gli uomini dell'ex Parmalat, la procura ha chiesto il processo per i funzionari delle società di revisione (Deloitte & Touche e Grant Thornton) e per i manager della filiale milanese di Bank of America, convinta che ci fossero accordi per «diffondere in tempi diversi e per il tramite della sede amministrativa di Milano della Parmalat Finanziaria, notizie false» per rassicurare «circa la solidità finanziaria del gruppo, invece in crisi a datare per lo meno dal 1999».
Il processo andrà avanti a lungo, forse per mesi. La mole di lavoro è imponente e le parti in causa sono tantissime. Gli imputati sono accusati di aggiotaggio (aver fornito notizie non vere, «idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo dei titoli Parmalat, spa quotata in Borsa a Milano»), di aver dato altre notizie false ai revisori dei conti e aver ostacolato il lavoro della Consob, la commissione di controllo sulla Borsa (ieri sera ha annunciato che si costituirà parte civile), «esponendo fatti materiali non rispondenti al vero».
Tutte le altre accuse - bancarotta, associazione per delinquere, falso in bilancio, frode - sono di competenza della procura di Parma che tuttora sta lavorando e concluderà l'inchiesta fra molti mesi (negli ultimi giorni a Tanzi è stato contestato l'illecito finanziamento ai partiti perchè da Collecchio partivano 2 milioni di euro all'anno a favore di vari politici).
Le parti civili.Molte udienze saranno dedicate a stabilire chi, a fine processo, avrà diritto ad essere risarcito. Secondo i conti della Banca d'Italia le famiglie coinvolte nel crac Parmalat sono state 85mila, ma si calcola che i possessori di azioni o bond possano arrivare a 135mila. Molti si faranno vivi direttamente, altri si faranno rappresentare dalle associazioni di consumatori. L'Adusbef ci sarà, il Codacons pure. E ieri il Codacons si è schierato contro il fatto che la «Nuova Parmalat» governata dal commissario straordinario Enrico Bondi, abbia deciso di mettersi dalla parte dei danneggiati. E' un altro aspetto che dovrà essere valutato dal giudice.
I soldi spariti.Per i creditori (possessore di bond e fornitori) il recupero del denaro sarà molto difficile. Ma le indagini proseguono perchè sono ancora tanti i miliardi (di euro) che mancano all'appello. E poi il commissario Bondi ha appena avviato una causa da 10 miliardi contro una serie di banche estere ritenute «complici» di Tanzi.

Gigi Furini