Serra. La bella Odina e il rio Bucamante


SERRAMAZZONI.Nell'alta valle del Tiepido, in un ambiente suggestivo e fiabesco, scorre il rio Bucamante. Ai piedi del monte Cornazzano, oltre l'antico borgo di Granarolo, appartenuto ai signori da Balugola e successivamente, insieme a Monfestino, ai signori da Savignano ed ai Contrari, si entra in un fitto bosco di faggi e betulle. La vista del sole scompare, mentre l'incessante gorgolio delle fresche acque del rio domina incontrastato.
Più il sentiero risale la stretta valle, più aumenta la sensazione di essere parte di una fiaba. Fino a quando, quasi d'improvviso, si raggiungono le cascate dette 'del Bucamante", teatro nei secoli scorsi di una storia d'amore tanto drammatica quanto leggendaria, forse composta in quella che era la corte di Monfestino. Siamo in epoca rinascimentale, nell'ambito di quella tradizione colta tendente a riscoprire i miti classici e l'antica tradizione bucolica ed amorosa.
Alla corte di Monfestino viveva Odina, figlia del re Guidobaldo e della moglie Elvira. Ormai maggiorenne, la giovane principessa amava uscire insieme alla domestica Fiorina nei boschi sottostanti la Rocca, per cogliere fiori e fantasticare tra il fresco degli alberi.
In una di queste interminabili passeggiate Odina incontra Titiro, povero pastore, con il suo zufolo tra le mani (proprio come il Titiro virgiliano della prima egloga delle Bucoliche).
Tra i due scoppia, inesorabile, l'amore. Odina incontra più volte Titiro in segreto, ma un giorno viene scoperta da Fiorina, che si confida con Elvira, la regina. Odina viene cosi segregata nel castello, ma un giorno riesce a fuggire, pregando di poter incontrare di nuovo il proprio amato. Titiro era al solito posto, triste, intento a suonare lo zufolo pensando ad Odina.
Incontratisi di nuovo, i due decidono di fuggire nascondendosi nel bosco. Da Monfestino, però, parte inesorabile la ricerca di Odina, con guardie, servi e cani. Tutto il territorio circostante viene attentamente perlustrato, battuto palmo a palmo, fino a quando i due non vengono circondati accanto alle fresche acque del rio.
Vedendosi ormai scoperti e separati di nuovo, Titiro ed Odina, incrociando semplicemente gli sguardi per un'ultima volta, decidono di gettarsi abbracciati nella buca scavata dal lungo scrosciare delle acque ai piedi della cascata più grande, trovando cosi la morte. Da allora, la buca ha preso il nome 'degli amanti", da cui Bucamante.

Marcello Graziosi