Milan dei record, festa al Meazza

MILANO.Uno stadio tutto rossonero per il pomeriggio che i tifosi milanisti aspettavano da cinque anni: la squadra di Ancelotti festeggia il suo scudetto numero 17 con un festival di gol seguito poi da un grande spettacolo con trapezisti, sbandieratori e, ovviamente, i protagonisti di una stagione meravigliosa, conclusa con 82 punti in classifica, una cifra mai raggiunta da nessuno in Italia.
‘Grazie campioni' è il saluto della curva sud piena in tutti i suoi posti così come il resto dello stadio: nessuno voleva mancare alla grande festa. C'è anche una capretta tutta rossonera tenuta al guinzaglio dal suo padrone vestito da diavolo, all'esterno dello stadio; ma poi il povero animale farà la sua comparsa anche sugli spalti. Non poteva perdersi neanche lei lo spettacolo del Milan campione d'Italia che prima riceve premi dalle istituzioni cittadine e regionali, poi rifila quattro gol al Brescia.
Dopo il fischio finale dell'arbitro Giannoccaro, il prato del Meazza si trasforma in un circo senza tendone, con ballerine, sbandieratori, trapezisti e grandi pupazzi. Un enorme tricolore è composto da palloncini e poi un tricolore ancora più grande con lo scudetto numero 17 viene steso sul cerchio di centrocampo.
Ci sono anche molti protagonisti degli scudetti passati, da Cesare Maldini a Pietro Paolo Virdis, da Giovanni Lodetti a Zvonimir Boban, da Fabio Cudicini a Leonardo. Lo stadio esplode quando Rino Gattuso entra in campo con la maglia rovesciata e il suo nome sul petto, ma è niente in confronto all'ovazione dedicata a Paolo Maldini che entra in campo assieme ai suoi due figli. Pippo Inzaghi entra camminando, in jeans e maglietta rossonera, Pippo Pancaro invece ci impiega un po' di più perchè ha le stampelle dopo l'operazione alla caviglia. E poi tocca a Carlo Ancelotti, primo allenatore al mondo a vincere scudetto e Coppa dei Campioni con la stessa maglia prima da giocatore e poi da tecnico. Non scendono in campo Silvio Berlusconi e Adriano Galliani e lasciano che siano publico e giocatori i protagonisti. Ma al Meazza ci sono momenti anche per Roberto Baggio: «Sì oggi è stata l'ultima - dice al termine della partita - sto bene e sono felice di chiudere bene. Speravo di salutare tutti con l'ultimo gol, ma non è stato possibile». Cosa resterà a Baggio di questa giornata? "Uscire con lo stadio in piedi è qualcosa che ti tocca profondamente, e poi l'abbraccio di Paolo Maldini».