23 gennaio 2004 —
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sezione: Attualità
ROMA. I risparmiatori, dopo il crac Parmalat, hanno bisogno di una risposta immediata: bisogna rafforzare regole e sanzioni per dare maggiore trasparenza al mercato. Ma, comunque, non esiste un «rischio-Paese». Il presidente di Confindustria, Antonio DAmato, rivendica limpegno del mondo delle imprese su questi valori e ribadisce che il caso Parmalat «è uneccezione e non la regola».
Di fronte alle commissioni di Camera e Senato riunite per lindagine sul risparmio, DAmato sottolinea che bisogna «recuperare rapidamente la fiducia dei risparmiatori per alimentare la crescita e gli investimenti industriali. E importante chiarire come si debba distinguere tra la crisi Parmalat e la reputazione del nostro paese».
Di fronte al mercato globale, bisogna quindi «ripristinare limmagine» del Paese e per fare questo «ci vogliono azioni serie, rigorose e rapide. Non abbiamo tempo da perdere - dice DAmato - faremmo diluire la fiducia dei risparmiatori. Dobbiamo reagire subito e chiediamo questo con forza al Parlamento». Per il numero uno di Confindustria, che afferma di condividere il progetto del ministro Giulio Tremonti, nel quale però occorre riarticolare le priorità, è necessario innanzitutto «rafforzare i poteri ispettivi e sanzionatori della Consob» e DAmato pensa al modello della Sec americana perchè, spiega a senatori e deputati, «non ci sono altri modelli da imitare».
Secondo DAmato occorre poi rivedere i poteri delle istituzioni preposte alla tutela del risparmio, ma per far questo occorreranno chiaramente tempi più lunghi.
Intanto i Ds bocciano la bozza sullAuthority per il risparmio. In una conferenza stampa, il segretario diessino Piero Fassino ha spiegato che «il caso Parmalat necessita di un intervento radicale, che abbia come obiettivo la tutela del risparmiatore. Chi ha investito in Parmalat, rischia di vedere i risparmi di una vita andare in fumo. E una cosa che non si può più ripetere».
La proposta, messa a punto dallex ministro del Tesoro Vincenzo Visco, dal responsabile economico Pier Luigi Bersani e dal deputato Mauro Agostini, interviene a 360 gradi sul sistema di vigilanza e dei controlli: «Su un tema così delicato - ha detto Fassino - riteniamo che in Parlamento vada cercata una larga convergenza per una soluzione condivisa».
Secondo i Ds, il sistema dei controlli deve essere riorganizzato attorno alle tre autorità già esistenti (Consob, Authority, Banca dItalia) i cui poteri andrebbero ridefiniti. «A differenza di quanto prevede il Governo - ha spiegato Visco - il perimetro della Banca dItalia non è circoscritto». Ha aggiunto Bersani, «noi abbiamo a cuore lindipendenza della Banca centrale. In questo quadro, non cè alcun problema a discutere della temporalità del mandato del Governatore, ma solo se viene rispettata lautonomia dellIstituto».
Mercoledì prossimo, Fassino e Bersani saranno a Parma dove incontreranno i lavoratori della Parmalat.