Morto il conte Paolo Forni, uno degli ultimi nobili

Se ne va uno degli ultimi nobili di Modena. All'età di 87 anni si è spento il conte Paolo Forni, nipote dell'ultimo ministro degli affari esteri del ducato di Modena, conte Giuseppe Forni. Personaggio molto conosciuto a Modena, Paolo Forni era nato il 5 febbraio del 1916 a Hall in Tirol, figlio di Gaetano e della Contessa Maria Thun Hohenstein di Innsbruck. Suo padre da bambino era migrato con i genitori al seguito del duca di Modena esiliato in Austria. Paolo Forni era l'ultimo di sei fratelli, 4 maschi e due femmine.
La prima parte della vita di Forni è trascorsa in Austria, vi è rimasto fino all'inizio degli anni '40 quando ritornò in Italia per prosegurie gli studi universitari. A Firenze ha conseguito la laurea in Sciente Politiche presso l'università Alfieri e successivamente approdò a Modena, terra dei suoi ascendenti italiani, dove la famiglia aveva ancora alcuni possedimenti. Qui si è laureato anche in Giurisprudenza.
L'arrivo della guerra lo vide partire da studente universitario per il fronte, con l'esercito partecipò da caporale maggiore alla Campagna di Russia, esperienza particolarmente dura dal punto di vista umano. Venne impegnato come interprete, grazie anche alla sua perfetta conoscenza della lingua tedesca e fu fatto prigioniero. Di quell'esperienza il conte ricordava soprattutto il fatto di essersi miracolosamente riuscito a salvare e a ritornare in Italia, cosa questa che Paolo Forni ha sempre imputato alle tantissime preghiere elevate a Dio dalla madre per farlo ritornare a casa sano e salvo.
Nel periodo della Resistenza fu anche imprigionato per un breve periodo dai tedeschi perché accusato di aver nascosto nella sua villa di Cognento alcuni partigiani.
Una volta concluso il conflitto il conte Forni si è sempre adoperato in importanti opere umanitarie. E' stato a lungo presidente dell'istituto orfanelle di Modena. Ha anche rivestito la carica di presidente dell'ente del turismo di Modena.
La sua grandissima passione è sempre stata principalmente la storia: si è sempre sentito molto legato alle vicende ducali della nostra città e agli ultimi due sovrani Francesco IV e Francesco V.
Non a caso si è specializzato soprattutto nella riscoperta di quella che era stata la storia della sua famiglia legata a doppio filo con la storia del ducato estense di Modena. Proprio su questa parte di storia di Modena ha tenuto in più occasioni relazioni, oltre ad elaborare diverse pubblicazioni. E' sempre stato strenuo difensore della fede e dei valori morali ereditati dalla sua famiglia. La storia non era comunque la sua unica passione, come molti nobili, aveva, infatti, sempre manifestato grande interesse per l'araldica, ma è stato anche cultore delle arti pittoriche, architettoniche e in specialmodo di manufatti in vetro e porcellana.
Particolarmente lungo l'elenco dei suoi titoli nobiliari tra i quali spiccano quello di Gentiluovo di Sua Santità il Papa (ha partecipato a numerose cerimonie in Vaticano in qualità di Cameriere Segreto di spada e cappa); Gran Croce d'onore e devozione in obbedienza del sovrano militare ordine di Malta (ha retto la delegazione gran priorale per l'Emilia occidentale dal 1949 fino al compimento dell'ottantesimo anno di età); Gran Croce Capitolare dell'Ordine Reale Bavarese; Gran Croce di Giustizia dell'ordine costantiniano di San Giorgio di Napoli; Confratello delle Confraternite di San Geminiano e San Sebastiano in Modena.
Il conte Forni lascia il figlio adottivo Giulio, parenti e nipoti. I funerali avranno luogo mercoledi alle 11 in Duomo.
Personaggio schivo e riservato, che non amava la pubblicità, viveva in città all'ultimo piano di un palazzo storico in piazzale Torti ed era proprietario della Villa Forni a Cognento. L'ultima sua apparizione in pubblico risale allo scorso 23 ottobre in occasione della visita in città dell'arciduca Martino d'Austria Este con il quale era in contatto. Quel giorno erano seduti uno accanto all'altro, nella chiesa delle Grazie, in occasione della messa in suffragio dell'ultima duchessa Adelgonda di Baviera.