venerdì 12.03.2010 ore 05.32

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«Promesse pre-elettorali: non possiamo fidarci»

 La situazione intorno al Sert da anni è difficile e le proteste dei residenti - che hanno raccolto quasi 1300 firme - a lungo sono state ignorate da Comune e Ausl. Ora l’assessore Alberto Caldana ha riconosciuto l’esistenza del problema - tossicomani “storici” che bivaccano, minacciano, danneggiano; spacciatori e delinquenti “padroni” della zona; residenti esasperati - e ha proposto una soluzione: spostare dal Sert di via Sgarzeria-corso Cavour i soggetti più pericolosi dirottandoli, per la somministrazione del metadone, in altri ambulatori. Tutto bene? No, perchè le stesse cose l’assessore Caldana le aveva promesse nel 2001 - in periodo pre-elettorale - e poi... se n’è dimenticato. Per poi riproporle ora, ancora in periodo pre-elettorale. I residenti,ovviamente, non si fidano di chi ha già fatto promesse non mantenute e, appunto, pre-elettorali. Temono che come nel 2001, anche oggi Caldana parli solo per tener buone centinaia di persone che rischiano di farsi sentire in campagna elettorale, mettendo in imbarazzo una maggioranza sempre sorda ai problemi del quartiere.
 Ecco la lettera dei residenti di via Sgarzeria e corso Cavour. «Forse i politici hanno memoria corta nel proporre oggi, all’approssimarsi delle elezioni, di trasferire la distribuzione del metadone in altra sede riconoscendo in questo servizio e nel comportamento di alcuni suoi utenti la causa maggiore dei disagi per gli abitanti e per i frequentatori della zona».
 «Noi residenti invece ricordiamo perfettamente che tutto ciò fu promesso ad alcuni nostri rappresentanti già nel marzo 2001, con attuazione a partire da giugno dello stesso anno, in cambio dell’interruzione delle proteste a mezzo stampa, già allora frequenti e forti quasi quanto scomode, con le elezioni ormai vicine. Ricorsi della storia!».
 «Se l’assessore Alberto Caldana non si ricorda di questo incontro al quale partecipò presso la sede del Sert, né di questa promessa da lui formulata, può chiedere conferma agli altri intervenuti: il padrone di casa, dottor Marzocchi, l’attuale comandante della polizia municipale Leonelli, un rappresentante, in divisa, del Questore e altri».
 «Poi di nuovo l’oblio e la negazione dell’esistenza del problema, nonostante i continui interventi di vigili e polizia chiamati dai residenti a sedare risse in strada. Il Sert con le porte blindate e la guardia giurata fissa al suo interno da almeno tre anni e fuori il Bronx, con tre scuole - tra le quali una elementare - nel raggio di duecento metri».
 «Dopo aver raccolto 1269 firme a maggio invitammo i nostri amministratori a presenziare alla consegna della petizione nella sede della Circoscrizione. Oltre all’assessore Caldana e al sindaco, chiedemmo la partecipazione del dott. Rubbiani dell’Ausl, del dott. Borghi assessore regionale alla sanità, nonché del prefetto e del questore. Nessuno di questi si è presentato. D’altronde il sindaco non ha mai ritenuto di dover partecipare ad incontri coi residenti, né di concederci udienza».
 «Intanto sono continuate le risse; a fine agosto uno dei più “agitati”ha inseguito, armato di coltello, un suo collega sin dietro al bancone del bar Cavour, dove è stato fermato. Logica conseguenza di tutto ciò è che i residenti non si fidano più di promesse pre-elettorali. Lo sdoppiamento del Sert, con lo spostamento in altra sede, ancora da individuare - e vista come la peste da tutta la città - del servizio metadone potrebbe essere il classico specchietto per le allodole, in quanto nel frattempo i tossicodipendenti “storici” sono diventati anche alcolizzati e quindi più pericolosi; il servizio anti alcolismo dovrebbe restare nella sede attuale e con esso questi suoi utenti. Lo sdoppiamento può essere accettato se nel Sert di via Sgarzeria restano solo la parte amministrativa del servizio e gli ambulatori, escludendo ogni servizio di distribuzione di farmaci».
 «Troppe volte siamo stati ignorati o ingannati, quindi non ci fidiamo di questi cambiamenti proposti partendo dalla scoperta attuale, da parte delle autorità, dell’esistenza degli “irriducibili”, che come tali esistono da almeno cinque anni. Quindi aspettiamo ogni decisione che verrà presa a proposito, annunciando sin da ora la richiesta di un’assemblea pubblica dei residenti per valutare i provvedimenti».
 «Se ancora una volta questi vorranno ignorarci, approfitteremo di ogni occasione offerta dalla campagna elettorale per presenziare a riunioni indette dalla maggioranza e dall’opposizione per far sentire la nostra voce e la nostra esasperazione».

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