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Chiude il Borso d’Este, apre una bruschetteria

 Il «Borso d’Este» ha chiuso. Uno dei più importanti e lussuosi ristoranti cittadini ha cessato l’attività dopo venti anni. E’ stato a lungo ai vertici della gastronomia modenese per cucina cantina, servizio e, diciamolo, conto. Al suo posto tra pochi giorni in piazza Roma aprirà «Il Morsichino», una bruschetteria con degustazione di vini. Lo gestiranno l’ex patron del «Borso» e l’ex direttore di sala.
 Il «Borso d’Este», chi non lo conosce a Modena? Da venti anni era il ristorante lussuoso e discreto dove pranzavano e cenavano personalità di passaggio e uomini d’affari. Quel locale posto nell’angolo di piazza Roma accanto alla Fonte d’Abisso che di fatto è una delle «cerniere» tra centro e parcheggi, era un luogo un po’ misterioso.
 Chi lo ha frequentato ha potuto mangiare piatti sopraffini della nostra cucina tradizionali rivisitati secondo il gusto dei tempi, ma senza cedere alle mode del momento. Oltre al petto d’anatra, specialità per eccellenza, si ricordano il pasticcio di fegato d’oca coi tartufi, i risotti e i crostacei alla catalana.
 Per chi si limitava a passarci a davanti - con la sua aria appartata e austera di vetri scuri, specchi e porte pesanti - suscitava ricordi di racconti. Lì hanno mangiato rockstar, attori, politici e il «venerabile» Licio Gelli. In quel locale dall’aspetto ovattato ma solido si sono conclusi affari e corteggiamenti a bassa voce durante serate discrete.
 Non c’è più. Oggi il «Borso» è uno scatolone vuoto, un contenitore che sta cambiando radicalmente. Colpo di scena: diventerà una bruschetteria.
 Il suo nome sarà «Il Morsichino» e aprirà a un pubblico nuovo di zecca sabato 13 settembre. Sarà un giorno a suo modo storico per il centro e per la ristorazione cittadina.
 Un cambiamento di rotta così improvviso arriva inatteso. Lo hanno deciso il patron del «Borso» Giulio Alvisi, un decano della ristorazione modenese, e il suo direttore di sala e oggi nuovo socio Enrico Casale.
 Il motivo: loro stessi ripetono che erano stanchi del «Borso» e dei suoi rituali, per quanto raffinati. Volevano una ventata di novità e soprattutto aprirsi ad un pubblico nuovo, più giovane.
 Di qui, la decisione di svuotare lo storico ristorante (storico per fama, anche se aveva aperto “solo” nel 1983) e di arredarlo da capo con uno stile completamente diverso e legato al modernariato.
 La bruschetteria si presenta come un posto «pop» per giovani ma anche bello e curato. Non sarà un’altra birreria in città. Si propone piuttosto come luogo di incontro e degustazione di vini. A Modena ci sono già due locali di questo genere, ma più costosi, stando a quanto possiamo capire del progetto «Morsichino».
 Tra la novità, saranno proposti fino a quaranta tipi di bruschette e, soprattutto, le bruschette saranno preparate al metro. «Abbiamo un fornaio che ci preparerà il pane adatto», garantisce Casale.
 A mezzogiorno poi rientrerà nella fascia delle tavole calde e fredde per impiegati e commercianti, un fenomeno che spopola negli ultimi anni soprattutto in centro: tanti insalatoni e piatti pronti sempre con attenzione alla qualità e all’aspetto.
 Addio moscardini in guazzetto e pasticcio di fegato d’oca. Ora aspettiamoci bruschette da primato.