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Rutelli: mano tesa a Bertinotti

 A Modena per parlare con Bertinotti e cominciare a dialogare concretamente sull’ingresso di Rifondazione comunista nell’Ulivo. Con questa premessa Francesco Rutelli è arrivato ieri in città e per l’occasione è stato proprio l’invito del leader di Rifondazione per l’atteso faccia a faccia tra i due politici. In precedenza Rutelli ha incontrato tutta la Margherita modenese per un grande in bocca al lupo al neo coordinatore Matteo Richetti così come buon lavoro ha augurato ai dirigenti e portavoce dei circoli che hanno ricevuto la carica giusta per lavorare sulle idee.
 Ma è il faccia a faccia con Bertinotti che catalizza l’attenzione e l’attesa per le dichiarazioni dei due leaders è alta. «L’incontro di stasera - spiega Rutelli - è utile per cominciare un cammino di avvicinamento con Rifondazione che va sviluppato da subito. Dobbiamo trovare un accordo che sia trasparente, e al tempo stesso chiaro e leale. Stesso discorso vale anche per il movimento di Di Pietro». Secondo Rutelli l’aggregazione della Margherita deve partire dal territorio, in un percorso che si fa tutti i giorni. Progetto distintivo che si differenzia dagli altri per una nuova cultura che, afferma Rutelli, è quella di stare insieme, con la dimensione locale che è un anello fondamentale per una realtà unitaria». Torna subito sull’argomento della possibile nuova alleanza il leader della Margherita. «Non mi illudo - afferma Rutelli - perchè tra noi ci sono grandi differenze ma, in cuor mio, credo che sia un cammino irreversibile». Modena quindi crocevia per la partenza di un dialogo che però non entusiasmo troppo Fausto Bertinotti che glissa l’argomento. «Questa è un’importante occasione d’incontro - avverte Bertinotti - che ormai è una consuedutine tra me e Francesco. Fa parte invece di una delle tante modalità che ci permette di fare una verifica sul nostro comune obiettivo, quello cioè di fare un’opposizione forte al nostro nemico comune che è il governo Berlusconi».
 Il pubblico, numerosissimo, ha apostrofato i vari passaggi con calori applausi, soprattutto nei temi cari alla gente, quali le pensioni e l’occupazione in particolare. Rutelli e Bertinotti, moderati dal giornalista Paolo Franchi, hanno spaziato gli argomenti a 360 gradi e, ovviamente, non hanno risparmiato il governo Berlusconi colpevole, secondo loro, di avere ingannato gli italiani con un incredibile numero di bugie. «La politica è una cosa seria - sostiene Bertinotti - non è il teatrino che fa questo governo. La destra liberista e populista aveva puntato ad una crescita imponente del paese che non c’è stata. Per noi fare opposizione significa fare male al governo Berlusconi per non fare male all’Italia». Non ha detto, gli fa eco Rutelli, la verità agli italiani e tutte le previsioni dette in campagna elettorale dal centro destra sono state tutte disattese «il paese - dice - sta perdendo competitività da tutti i punti di vista e il crollo della credibilità di Berlusconi è andato di pari passo al crollo delle aspettative dei suoi stessi elettori». Torna Bertinotti sulla possibile alleanza con l’Ulivo e ne suggerisce una discussione che deve essere seria per poter procedere con quei passi che rendono irreversibile il cammino di avvicinamento di cui accennava Rutelli in precedenza. Non poteva quindi avere battesimo migliore, la prima festa nazionale di Rifondazione comunista in terra emiliana. Gli argomenti trattati dai due leaders avranno il merito di accendere il dibattito nazionale sui futuri scenari di alleanze per la prossima campagna elettorale a partire dalle amministrative.