Pazienza, la moglie Marina Comandini: "Voleva diventare regista: quella sceneggiatura su un castello, appena cominciata"

video "La passione per la natura e la storia, il sogno di fare cinema, i poeti russi: così Andrea viveva qui in Toscana". Il 16 giugno 1988 Andrea Pazienza moriva a 32 anni a Montepulciano. A trent'anni dalla scomparsa dell'artista, la moglie Marina Comandini ci mostra tavole e disegni originali e ci racconta, nella sua casa nella campagna toscana, la vita quotidiana, i progetti e i lavori che non è riuscito a realizzare o portare a termine. “Non riconosceva più il suo pubblico, pensava che il fumetto non avesse più molto da offrirgli. Voleva fare il regista: aveva iniziato a scrivere una sceneggiatura su un castello e una figlia di un re, e ne sarebbero seguite delle altre. Ma aveva anche preso la direzione del romanzo storico, lavorava a fumetti come ‘Astarte’, nato dalla lettura di una biografia di Annibale". Pazienza aveva lasciato Bologna ("Lì per lui era impossibile continuare a vivere in maniera degna") per la vita di campagna nel 1984. Nel 1985 l’incontro con Marina Comandini, l’anno successivo il matrimonio. Un sodalizio anche artistico: spesso Marina – pittrice e illustratrice - colorava le tavole realizzate da Andrea. "'Pompeo' per lui ha rappresentato una catarsi. Per lui fu difficile completarlo qui in Toscana, tornare a calarsi in quella realtà bolognese che aveva abbandonato. Ha lavorato alle ultime pagine ascoltando una serie di dischi di Carmelo Bene che recitava i poeti russi, citati infatti nel libro".Di Francesco FasioloRiprese Francis D’ Costa e Maurizio StanzioneMontaggio Francis D' CostaAd Andrea Pazienza "Repubblica" dedica quattro nuovi volumi con inediti e rarità

LA FORMAZIONE

article Nel percorso di formazione di Melissa Melpignano la danza si incontra con la teoria del teatro e con la filosofia. «La danza per me è sempre una felice occasione per incontri speciali» afferma la...

Morto Memè Perlini: l'attore nel film "Voltati Eugenio" di Comencini (1980)

video E' morto a Roma Memé Perlini, 69 anni, attore e regista tra i protagonisti del teatro di avanguardia italiana negli anni 70 e 80. Ne ha dato notizia l'amico Ulisse Benedetti, già direttore del teatro Beat72, dove Perlini, ha recitato anche con Carmelo Bene. Amico e allievo di Lindasy Kemp, ha lavorato come autore, attore e regista anche per il cinema. Tra le sue apparizioni sul grande schermo ci sono "Giù la testa" (1971) di Sergio Leone, "Notte italiana" (1987) film d'esordio di Carlo Mazzacurati, "La famiglia" (1987) di Ettore Scola. Nel 1980 è con Francesco Bonelli e Dalila Di Lazzaro in "Voltati Eugenio" di Luigi Comencini (David di Donatello per le musiche di Francesco Carpi) di cui proponiamo il trailer