Addio al presidente Pernigotti L'anima della Latteria Sociale

Sandro MortariLutto per il mondo dell'imprenditoria agricola e delle cooperative. Si è spento ieri dopo una lunga malattia Stefano Pernigotti, presidente della Latteria sociale Mantova di Sant'Antonio, colosso del settore lattiero-caseario, e amministratore dell'omonima azienda agricola di Soave specializzata nell'allevamento bovino. Avrebbe compito 59 anni il prossimo 12 agosto. Lascia nel dolore la moglie Paola i tre figli Elisa, Valentina e Nicola e la mamma Mari. La salma è stata composta nella casa funeraria Maffioli di Levata e subito è iniziato il mesto pellegrinaggio di amici, colleghi e conoscenti. I funerali si svolgeranno oggi partendo dalla casa funeraria (ore 16.40) per raggiungere la chiesa di Sant'Antonio dove alle 16 avrà inizio la messa; la salma sarà cremata al cimitero degli Angeli. Pernigotti, che abitava a Soave, era un'istituzione per l'industria di trasformazione. Dal luglio 1999 guidava la Latteria Sociale Mantova, con i suoi 7mila quintali di latte forniti da 170 soci e lavorati ogni giorno, da cui escono 1.200 forme di grana padano per un fatturato di 160 milioni di euro all'anno, la seconda produttrice in Italia dopo la Soresinese. Era anche consigliere del Consorzio di tutela del Grana padano e componente sia del comitato di gestione che della commissione comunicazione e pubblicità. Consorzio che per bocca del presidente Stefano Berni lo ricorda come persona che si è sempre distinta per «lungimiranza, generosa disponibilità, marcata capacità, mirabile equilibrio e saggezza». «Era di un'umanità superiore alla media e un grande lavoratore dalle grandi doti morali»: così lo descrive commosso Fausto Turcato, direttore generale della Latteria Sociale Mantova, da anni suo fidato collaboratore. «Era un ragazzo molto in gamba - ricorda - entrato in azienda molto giovane alla morte del padre. Si era fatto subito ben volere da tutti. Una perdita immensa e, soprattutto, inaspettata per la rapidità con cui è arrivata». Stefano Pernigotti ha legato per sempre il suo nome allo sviluppo della latteria di Sant'Antonio, di cui era stato per anni anche vice presidente e semplice consigliere. Già negli anni 80 aveva capito che il futuro della Latteria era nella capacità di fare massa critica, di allargarsi accorpando altre realtà più deboli. «E così abbiamo fatto - ricorda Turcato - acquisendo nel tempo tre latterie, operazioni che hanno dato soddisfazioni a tutti i soci. Stefano aveva anche capito che bisognava guardare ai mercati esteri. E in quella direzione ci siamo sviluppati, tanto che oggi il 75% della nostra produzione va fuori dall'Italia». Era stato anche capace di risollevare la Latteria dopo il terremoto del 2012 che l'aveva messa in ginocchio (le scalere rovesciate con le forme a terra erano diventate il simbolo dell'economia mantovana colpita dal sisma). «Continueremo nei programmi di sviluppo che ci eravamo dati, camminando nel solco tracciato da Stefano» assicura Turcato. --