Tempi rispettati sul sisma Conclusione entro il 2022

Francesco RomaniPEGOGNAGA. «Abbiamo lavorato uniti, senza distinzioni politiche, per il bene del territorio. Questo mi rende orgoglioso e mi fa dire che a volte il pubblico funziona meglio del privato». A dirlo il presidente della Regione Attilio Fontana che ieri, a distanza di un anno, è tornato nelle zone colpite dal sisma del 2012 per fare il punto sulla ricostruzione. «I lavori stanno procedendo ovunque - ha detto di fronte a sindaci e cittadini riuniti nella sala civica di Pegognaga - e nel rispetto dei tempi». Lo stato di emergenza che dovrebbe terminare a fine 2020 sarà probabilmente posticipato al 2022. Due anni in più che porteranno a nove quelli dal sisma, rimanendo entro l'orizzonte del decennio per chiudere la partita aperta dalle scosse del maggio-giugno 2012. Obiettivo raggiungibile, come ha spiegato il consigliere regionale delegato per il sisma Alessandra Cappellari. Già oggi si è deciso di ridurre il "cratere sismico" dai 49 iniziali a 27, segno che la medicina da 900 milioni di euro dei quali la metà già erogati per curare i guasti del sisma sta funzionando. «Nel privato, la ricostruzione ormai a buon punto. Tre quarti hanno già chiuso i cantieri - ha spiegato Cappellari - ora ci attende la ricostruzione pubblica con la metà dei progetti già finanziata, ma soprattutto aiutare la ripartenza dell'economia. Siamo in contatto con altre strutture regionali per vedere di riutilizzare in questo comparto di 2 milioni e mezzo non spesi sull'emergenza. Vogliamo farli rimanere nel Mantovano per aiutare le imprese con dei bandi dedicati».I dati forniti sono notevoli. Gli edifici interessati alla ricostruzione sono in tutto 2.200. Si tratta di quasi 1.500 abitazioni, delle quali quasi mille già finanziate. Solo i 13% delle domande è ancora in istruttoria. Il termine previsto per chiudere tutti i cantieri è il 2022. Nelle attività produttive sono state finanziate 500 domande e l'82% ha completato i lavori. Restano in istruttoria oltre 100 pratiche. È il settore pubblico in ritardo con meno della metà finanziato e solo il 7% completato. Entro il 2022 saranno chiusi il 70% dei cantieri, come pure per la ricostruzione dei centri storici.Positivi gli apprezzamenti venuti dal mondo politico e amministrativo. «Importante la sottolineatura della coralità politica che ha permesso questi risultati - ha commentato l'onorevole Matteo Colaninno (Pd). A partire dallo sblocco dei finanziamenti voluto da Matteo Renzi e gestita localmente da Marco Carra e dalla conferma dell'impegno per il raddoppio della Milano-Mantova». «Una dimostrazione che qui in Lombardia le cose funzionano - ha aggiunto l'onorevole Annalisa Baroni (Fi) - rispetto, ad esempio, al centro Italia. Ora dobbiamo replicare il miracolo del terremoto anche sulle infrastrutture». Per Andrea Dara (Lega Salvini) «la Provincia deve iniziare a fare sintesi, evitando i campanilismi. L'esempio è Brescia dove lavorando fianco a fianco si sono ottenute importanti infrastrutture». «Abbiamo ereditato situazioni pesanti - chiude il sindaco Matteo Zilocchi - ma stiamo accelerando»Per questo nel pomeriggio Fontana si è trasferito a Quistello e poi a San Giacomo delle Segnate dove ha incontrato il mondo produttivo per raccogliere segnalazioni e indicazioni operative per completare la ricostruzione senza lasciare nulla di intentato. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI