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Baikonur. Ci siamo, il giorno è arrivato. Parte oggi, nell'enclave russa di Baikonur, in Kazakistan, la missione "Beyond" di Luca Parmitano, l'astronauta catanese dell'Agenzia spaziale europea (Esa), che oggi ritorna per la seconda volta nello spazio, in una data altamente simbolica. Ricorre, infatti, il 50° anniversario dell'impresa dell'Apollo 11: astro-Luca, insieme al collega statunitense Andrew Morgan della Nasa (al suo primo volo) e al cosmonauta russo Alexandr Skvortsov di Roscosmos, partirà a bordo della navetta Soyuz MS-13 (59S) alla volta della Stazione spaziale internazionale (Iss). Nel laboratorio orbitante, in circa 200 giorni, Parmitano compirà decine di esperimenti scientifici, sei dei quali dell'Agenzia spaziale italiana, e segnerà alcuni primati: a metà missione sarà il primo italiano ad assumere il ruolo di comandante della Stazione e potrebbe essere coinvolto, se tutto verrà confermato, in una serie di attività extraveicolari (Eva), annunciata come una delle più complesse mai realizzate finora. «È bellissimo vedervi ed essere qui, nel mio cuore c'è tantissima gratitudine per tutti quelli che mi sostengono, a partire della mia famiglia e le mie figlie che sono qui». Questo il commento dell'astronauta italiano alla vigilia del lancio della Soyuz. «Credo che le mie sensazioni ed emozioni siano leggibili sul mio volto come un libro», ha detto, «nel pubblico vedo tanti volti che sorridono e nei loro occhi c'è la stessa scintilla che c'è nei miei». Sarà, come detto, un giorno speciale. Che porterà molti indietro di mezzo secolo, a quel 20 luglio 1969 e a quelle lunghe, interminabili immagini in bianco e nero che "raccontavano" al mondo della che riprendevano il primo sbarco dell'uomo sulla Luna. Quando Neil Armstrong con voce gracchiante alla radio annunciò che «l'aquila è atterrata» al Kennedy Space Center di Houston, la sala di controllo della missione, esplose la gioia di tutti gli addetti, in un tripudio di abbracci e bandiera a stelle e strisce. --