Festa abusiva nel casale Dopo le denunce scattano 51 fogli di via

Per partecipare al rave party, organizzato con un passaparola sui social, erano arrivati in più di cinquecento da mezza Italia, e anche dall'estero. La festa musicale clandestina della notte tra il 9 e il 10 febbraio scorso nel casale abbandonato al confine tra i territori di Mantova e Soave, in corte Raffaina, si era conclusa con un blitz delle forze dell'ordine che avevano identificato poco meno di duecento giovani, tra cui alcuni minorenni. A distanza di alcuni giorni erano scattate le denunce: 160 i giovani per i quali i carabinieri avevano inviato una relazione alla procura ipotizzando reati come l'occupazione abusiva di terreni ed edifici, lo svolgimento non autorizzato di intrattenimento e l'inottemperanza agli ordini dell'autorità. Ora, a distanza di cinque mesi dal rave, la questura ha terminato il suo lavoro di approfondimento di tutte le posizioni. E per 51 dei giovani denunciati, che hanno precedenti penali o di polizia, il questore Paolo Sartori ha firmato un foglio di via obbligatorio: una misura di prevenzione personale che impedirà ai destinatari di rimettere piede a Mantova per un periodo che varia, a seconda dei casi, da uno a tre anni. «Lo stesso tipo di provvedimento sarà adottato nei confronti dei partecipanti al rave party di Torriana (quello fermato con un blitz delle forze dell'ordine la notte tra sabato e domenica scorsi, ndr)» precisa una nota della questura. Torniamo alla serata del 9 febbraio quando una colonna di giovani aveva raggiunto Mantova in treno, per poi arrivare a corte Raffaina camminando lungo il margine della strada. Altri invece erano arrivati chi in camper, chi in auto e chi in moto. Tra i primi ad essere identificati c'erano gli organizzatori del rave, un 23enne di Mantova, un 20enne, anche lui di Mantova, noto alle forze di polizia per un altro rave e per droga, e un 21enne di Comacchio. C'erano volute ore per identificare i partecipanti, provenienti da varie regioni: 68 dalla Lombardia, 36 dall'Emilia Romagna, 20 dal Veneto, 16 dal Piemonte, cinque dalla Liguria, quattro dal Trentino Alto Adige e altrettanti dalla Toscana, uno dalla Campania e uno dal Lazio. Tra loro qualcuno veniva dall'estero: quattro dalla Spagna, ad esempio, e almeno uno dalla Romania. Assieme alla denuncia era stata inoltrata alla questura la richiesta di misure di prevenzione personali, i fogli di via appunto.La stessa procedura sarà applicata per il rave di Serravalle dell'ultimo weekend. Tra qualche giorno i carabinieri presenteranno alla procura una relazione con decine di nomi destinati a essere iscritti nel registro degli indagati. Dopo di che la palla passera alla questura per la lunga attività istruttoria che si concluderà ancora una volta con una raffica di misure di prevenzione personale. --