Sos dagli ospedali: emergenza medici anche in Cardiologia e in Pneumologia

Roberto BoDopo gli anestesisti, i medici del pronto soccorso, gli infermieri e gli operatori sociosanitari è arrivato l'Sos anche per cardiologi e pneumologi. Si fa sempre più pesante, anche in vista delle ferie estive, la carenza di medici negli ospedali che fanno capo all'Asst di Mantova. Dopo l'emergenza anestesisti a Pieve di Coriano e ad Asola - mancano almeno tredici specialisti - una situazione analoga investe anche altre i reparti Cardiologia e Pneumologia.Tra le due figure altamente specializzate mancano almeno altri sei camici bianchi, quattro cardiologi e due pneumologi. Una situazione talmente critica che nei giorni scorsi qualcuno in ospedale ha ipotizzato il rischio di dover impiegare nei turni di notte e nei reparti più sguarniti personale con altre specializzazioni. Il deficit più pesante si registra all'ospedale di Pieve di Coriano, dove su un organico standard di 9 cardiologi attualmente ne mancano 4, quasi la metà. La direzione generale sta facendo tutto il possibile per reclutarne almeno due, ma si fa fatica perché la maggior parte dei candidati in graduatoria preferisce optare per l'ospedale del capoluogo. Una soluzione potrebbe essere quella di spostare alcuni turni da Mantova a Pieve, ma in questo modo risulterebbe scoperto il reparto del Carlo Poma. Sotto organico anche il reparto di Pneumologia, dove mancano almeno due specialisti.Ma se i camici bianchi non se la passano bene, anche lo staff dei lettighieri in queste ore sta vivendo una situazione che qualcuno non esita a definire paradossale.Nei giorni scorsi in tutti i reparti è stata inviata una lettera per informare che dal primo luglio entrerà in vigore una nuova organizzazione del servizio sanitario trasporti interni con riduzione da 4 a 3 operatori dello standard di presenza notturna (dalle 20 alle 7) e riduzione dello standard di presenza domenicale e festivo diurno dalle 7 alle 20 a quattro operatori (attualmente sono sei). In particolare, in quest'ultima fascia festiva nel caso in cui si sovrapponessero più servizi a carico dei lettighieri il trasporto dei pazienti con letto o barella dovrà essere garantito da un operatore lettighiere a da un operatore del reparto che richiede il trasporto. La motivazione della nuova organizzazione è stata mal digerita sia dai lettighieri, da tempo sotto organico, sia dagli infermieri dei reparti. La spiegazione della direzione è quella che la nuova modulazione dei turni andrebbe «a garantire la maggiore presenza del personale in fascia feriale diurna, allo scopo di assicurare meglio le attività di trasporto dei pazienti da e verso i reparti del Carlo Poma». Il che, tradotto, dovrebbe significare che almeno il personale che viene tagliato nella fascia notturna venga impiegato in quella diurna.Situazione critica anche al pronto soccorso del Poma, dove da mesi mancano sette medici e dove la direzione ha dovuto correre ai ripari prendendo dei gettonisti per coprire le notti. Una boccata d'ossigeno potrebbe arrivare con il concorso da 5 posti a tempo indeterminato appena bandito e al quale si sono presentati in sette. Con la speranza che tutti gli iscritti alla fine si presentino al colloquio. Per far fronte all'emergenza anestesisti l'Asst recentemente ha attivato una procedura aperta per il reclutamento da società private che forniscono personale specializzato. Il fabbisogno è spalmato su due anni e contempla 200 turni da sei ore e 520 da dodici ore. In totale nei ospedali dell'Asst di Mantova attualmente mancano circa 50 medici. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI