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SuzzaraAlcune falsitàdei 5 StelleRubo un po' di spazio in questa concitata fase elettorale perché mi pare opportuno fare un po' di chiarezza rispetto ad alcune falsità lette sul giornale. Mi riferisco in special modo alla lettera dei 5 Stelle suzzaresi. Posto che non sono un elettore suzzarese, vorrei usare questa mia imparzialità per fornire ai lettori alcuni elementi di verità. La lettera contiene due errori macroscopici. In essa gli affiliati al M5S sostengono che quest'ultimo non sia un partito e non abbia una struttura. Entrambe le affermazioni sono completamente false. Partiamo dalla prima: "Non siamo un partito".Come infatti sanno tutti gli studenti di scienze politiche del primo anno, i partiti sono (in Italia) associazioni tra persone che svolgono specifiche funzioni. Il M5S è a tutti gli effetti un partito politico perché è un'associazione di persone che svolge le seguenti tre funzioni cruciali: è uno strumento di partecipazione politica (che quindi recluta la classe politica e socializza i propri membri alla politica), partecipa competizione elettorale (strutturazione del voto e articolazione degli interessi) e ha come fine il governo della cosa pubblica (e la formulazione delle politiche). Può non piacere il termine, ma ciò non toglie che esso sia l'unico possibile per descrive oggi che cosa sia l'associazione M5S. La cosa non turbi i grillini suzzaresi, infatti prima di loro sono stati nostri partiti sia il Partito comunista italiano (con il suo centralismo democratico), sia la Federazione dei Verdi con la sua autonomia locale. Il secondo errore riguarda il fatto che il M5S non abbia una struttura. Appare infatti evidente ai più che non sia possibile sostenere che un'associazione non abbia un direttivo o qualsivoglia tipo di struttura. Infatti nel più recente loro stato (Associazione Movimento 5 Stelle) all'articolo 5 si chiarisce che il M5S è dotato della seguente struttura: un'assemblea, un capo politico, un garante, un comitato di garanzia, un collegio dei probiviri e un tesoriere. Volevo solo chiarire questi due punti senza entrare nel dibattito locale su quanto il gruppo suzzarese sia autonomo o meno dal livello nazionale e quanti diktat esso riceva. Questo esula dal mio ruolo di osservatore esterno, oggi solo esterrefatto da quanto letto. Matteo BassoliQuistelloFuori dall'Aimagun buco nell'acqua"Come faccio a chiedere ai miei cittadini di allacciarsi all'acquedotto a fronte di tariffe alte e di un'acqua di qualità non ottima". Con questa dichiarazione fatta nell'ultimo consiglio comunale e ripetuta sulla stampa, Malavasi ha motivato la decisione dell'amministrazione quistellese di uscire dal patto di sindacato di Aimag. Una dichiarazione paradossale se si tiene conto delle ordinanze sindacali emanate a suo tempo proprio da lui e che adesso sembra aver dimenticato pur essendo ancora in vigore. La prima ordinanza sindacale è quella n° 4 del 15/03/2012, solo pochi mesi prima del sisma del 29 maggio. Malavasi ordinava a tutte le utenze ubicate in zone servite dal pubblico acquedotto, all'allaccio e alla fruizione del medesimo entro 6 mesi. Un ordine perentorio ma, curiosamente, senza penali per la sua inosservanza. Credo che molti quistellesi ricorderanno le dichiarazioni che Malavasi e la Cavalli, assessore all'ecologia, hanno fatto nella primavera del 2012 nel corso delle diverse assemblee per convincere tutti ad allacciarsi: dichiaravano che l'acqua fornita da Aimag è di ottima qualità organolettica. Anche sul periodico del comune "Quistello informa" (ma che fine ha fatto?) dell'aprile 2014 si leggeva di una fornitura di acqua di ottima qualità organolettica. Malavasi sembra aver dimenticato tutto questo e anche che l'amministrazione quistellese aveva allora concordato con Aimag tariffe agevolate e rateizzate per sollecitare i quistellesi agli allacciamenti. Subito dopo il sisma quell'ordinanza era stata sospesa ma con quella n° 24 del 16/03/2015, ultima in ordine di tempo, si ordina di nuovo l'obbligo di allaccio entro e non oltre il 31/12/2016: questa ordinanza risulta ancora in vigore. Non credo che il sisma del maggio 2012 abbia modificato la qualità dell'acqua fornita da Aimag per cui diventa curiosa l'affermazione di Malavasi che adesso non viene erogata acqua ottima dall'acquedotto comunale. O non diceva la verità nel 2012 quando affermava che era ottima o non la dice adesso affermando che non lo è.Su ben sette Comuni del mantovano serviti da Aimag, Moglia, Poggio Rusco, San Giacomo delle Segnate, San Giovanni del Dosso, Borgo Carbonara Borgo Mantovano e Quistello, solo quest'ultimo è uscito dal patto di sindacato perché, dichiara Malavasi, il nostro obiettivo è dare un segnale che la situazione attuale non ci sta bene. A differenza dei suoi colleghi Zacchi di Poggio Rusco e Borsari di Borgo Mantovano, questa volta Malavasi non vuol fare squadra con tutti gli altri Comuni che fanno parte del patto di sindacato. Essendo poi all'oscuro del fatto che l'unione fa la forza, con un misero l'1,5% di azioni della società, veste i panni da Don Chisciotte della bassa per andare da solo contro i mulini a vento: contro l'Aimag!Tommaso PivettiPoliticaParole al ventosull'EuropaTutti i partiti parlano d'Europa, dal centrosinistra al centrodestra, passando dai 5 Stelle, dimenticandosi di quello che hanno combinato nel tempo al Parlamento europeo e intanto si rincorrono a sgretolare l'unità nazionale. Prima gli italiani ma ricchi ricchi, se dovesse passare il regionalismo differenziato come da pre-accordo siglato da Gentiloni con le tre Regioni del nord quattro giorni prima delle sue dimissioni.Solamente grazie a uno scoop del Messaggero siamo venuti a conoscenza dei contenuti, senza che questi venissero mai discussi pubblicamente. Qualcuno ventilava l'ipotesi che il Parlamento avesse dovuto semplicemente ratificare l'accordo raggiunto tra Stato e Regioni. Oramai siamo in stato confusionale e la democrazia e il funzionamento dello Stato hanno cominciato a scricchiolare dalla riforma costituzionale del 2001 e ne vediamo oggi le conseguenze. Poi sono venute leggi incostituzionali per abolire le Province e la legge Delrio che in pratica non le fa funzionare. Lombardia e Veneto hanno indetto un inutile e costoso referendum per fare votare ai propri cittadini un sì a sostegno alla proposta di regionalismo, mentre i cittadini del resto d'Italia non hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio parere, visto che le conseguenze ricadranno su tutti. I governatori del meridione hanno pensato di richiedere anch'essi il regionalismo differenziato. Non hanno capito che a perderci sarebbero le regioni centro meridionali e la tenuta dello Stato da qui a qualche generazione.D'altra parte dopo i partiti nazionalisti di "Prima gli italiani" passiamo a quelli che dopo aver sostenuto a spada tratta la riforma costituzionale di Renzi, ora sostengono il regionalismo differenziato. Come fossero la stessa cosa e non l'opposto. Abbiamo una classe politica che sempre più si dimostra di non vedere al di là del proprio naso e se ci fossero statisti, come si dice, guarderebbero avanti nel tempo e non alle prossime elezioni.Gli autonomisti vorrebbero partire al più presto anche senza l'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, nel caso non si individuassero nei giro di poco tempo. Qualcuno vuole definire i costi storici e altri quelli standard. È normale secondo voi che le Regioni ad autonomia differenziata abbiano valenza di Regioni a statuto speciale oppure che in alcune Regioni ci possano essere servizi a livello europeo mentre in altre non ci siano neppure. Lo Stato deve avere la possibilità di ripartire le risorse in base ai bisogni dei cittadini, le calamità naturali ne sono un esempio, anche se eccezionale. Uno Stato serio deve anche far progredire le regioni che sono in ritardo, altrimenti avranno sempre meno risorse e i loro cittadini oltre a non avere servizi, dovranno emigrare o per lavoro, per farsi curare, per studiare, cosa che già avviene e andrebbe peggiorando. Vi sembra normale che l'istruzione al nord sia diversa da quella del sud o delle isole o del Lazio, che il Veneto assuma gli insegnanti e magari insegni una storia che possa giustificare il secessionismo. Sembra normale che un cittadino del nord possa avere un farmaco generico mentre quello del sud no, oppure che le Regioni gestiscano fondi integrativi sanitari. Vi sembra normale che un governo e una Regione facciano un accordo di questa natura con un Parlamento chiamato a ratificare? Che non si possa tornare indietro se i due contraenti non sono entrambi d'accordo? Mi chiedo chi possa avere inserito nella Costituzione una simile possibilità e purtroppo mi rispondo da solo che lo so. Mi chiedo se la nostra Costituzione debba garantire a tutti pari diritti, dignità, opportunità, rimuovendo anche gli ostacoli che impediscono ai cittadini italiani lo sviluppo della propria persona e uguaglianza dei cittadini oppure non più?Fausto BanziSinistra ItalianaRezzatoUno sgarboai biancorossiIl trattamento riservato dal Rezzato ai tifosi biancorossi non è degno della categoria. Spero ci sia un'invasione pacifica mantovana della località bresciana con canti, cori e musica fuori dallo stadio per testimoniare la vicinanza alla squadra senza incidenti. Serve una prova di maturità.Francesco Balbi