I sindaci della mancata fusione «Ricandidati per crescere»

Francesco Romanidestra secchia.I tre sindaci che lo scorso anno avevano proposto la fusione assieme a San Giovanni del Dosso (che non va al voto) si ripresenteranno al giudizio degli elettori nelle Comunali del prossimo 26 di maggio. Anna Maria Caleffi a Quingentole, Giuseppe Brandani e San Giacomo delle Segnate e Katia Stolfinati a Schivenoglia si sono resi disponibili a proseguire nel proprio mandato. Un'offerta importante, in linea con quanto sta accadendo negli altri 35 comuni al voto e che vede i primi cittadini ricandidabili proporsi nuovamente alla guida dei Comuni. Questo perché oggi fare il sindaco è più difficile di un tempo e l'esperienza diventa determinante. «Noi - dice ad esempio la Caleffi - abbiamo dovuto spendere parte del mandato per recuperare gli errori della precedente amministrazione. Risolvendo situazioni intricate sia nell'esecuzione delle opere che nei contratti». Il riferimento è alla questione infopoint e ai lavori non rendicontati: «Per gli errori dell'amministrazione Manicardi abbiamo perso 135mila euro. La nostra amministrazione ha ottenuto contributi post sisma per 2,8 milioni fra palazzo municipale, teatro, magazzino comunale, chiesetta cimiteriale, ai quali vanno aggiunti i progetti da 3 milioni per il centro storico. E questo con un personale di tre unità e con la giunta che si è rimboccata le maniche. Io ho fatto la responsabile di ragioneria e tributi, un consigliere ha sostituito l'operaio comunale».Anche a San Giacomo Brandani ha dato la sua disponibilità a proseguire il lavoro svolto «come la ricostruzione post sisma, che ora vede la fine del tunnel. Per questo vogliamo riprendere in mano la crescita dell'area artigianale, 28mila metri ancora invenduti in vista della futura Cispadana che avrà benefici dal vicino casello di Concordia. Crediamo nello sviluppo e stiamo stati premiati perché qui verrà la sede della nuova azienda speciale dei Servizi sociali».Anche a Schivenoglia la situazione è simile: «Certo per noi la mancata fusione è stato quasi una battuta d'arresto - spiega Stolfinati -. Ci credevamo e ho pensato anche di finire con questo mandato. Ma poi ha prevalso il senso del dovere, del mettermi a disposizione della comunità. Il nostro è un piccolo paese, le opportunità non sono molte. Ma l'impegno della nostra amministrazione è sempre stato quello di mettersi a disposizione per mantenere i servizi e offrire una buona qualità di vita». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI