La vita di Mino Somenzi Esce il libro dedicato al mantovano futurista

Vita movimenta, quella di Mino Somenzi, e una parte dei suoi documenti, di interesse storico e artistico, ritrovati a Brescia presso i discendenti, sono stati affidati a Paola Somenzi (Mino era cugino di suo nonno) e quanto prima saranno versati alla Biblioteca Teresiana. Altri documenti si trovano al Mart a Rovereto e al Vittoriale a Gardone. È consultando queste carte che Paola Somenzi, archivista all'Archivio storico comunale di Mantova, ha scritto il libro Mino Somenzi. Il mantovano futurista (112 pagine illustrate, 13 euro) che sarà presentato sabato 8 alle 15 alla libreria Ibs, in via Verdi 50: insieme all'autrice interverrà l'editore Nicola Sometti. Nato a Marcaria nel 1899 Mario Stanislao, detto Mino, visse a Mantova fino al 1915 quando si arruolò volontario a Verona nel corpo "ciclisti ed automobilisti", l'unico che accettava ragazzi in età premilitare. Futurista, nel '19 insieme a Marinetti forse partecipò a Milano alla fondazione dei Fasci di combattimento. Dopo di che andò a Fiume con D'Annunzio, che lo congedò nell'ottobre 1920, un paio di mesi prima della fine della Reggenza del Carnaro. Tornato a Milano, nel '22 marciò su Roma. Da fascista scrisse una storia del fascismo a dispense che non piacque ai gerarchi milanesi, quindi fu "tonfato". Riparò a Roma per fare il giornalista e l'editore specializzato nella divulgazione del Futurismo. Fu fascista, ma senza tessera e per giunta antihitleriano. In più, negli elenchi delle famiglie ebree era presente il cognome Somenzi. La scampò. Nel '40 fu tesserato nel Pnf con anzianità 1919 come legionario fiumano. Arruolato nel '43 negli stabilimenti militari di Gaeta, a guerra finita aprì l'Agenzia di stampa Minos. Nel '46 il suo nome figurò tra gli agenti dell'Ovra, la polizia segreta fascista, ma fu scagionato. Ammalatosi, morì nel 1948. --GILBERTO SCUDERI BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI