Tempi lunghi per i ponti Parte la caccia ai fondi: 90 milioni sono urgenti

Francesco RomaniGli interventi di sistemazione delle infrastrutture e degli edifici strategici gestiti dalla Provincia di Mantova richiederanno investimenti sull'ordine cautelativo di 200 milioni di euro e soprattutto tempi lunghi. Un decennio per i ponti più ammalorati, almeno venti per l'adeguamento sismico delle scuole. Con questa consapevolezza, da un lato partirà da subito la richiesta di finanziamenti, dall'altro si procederà con l'installazione di sensori sui principali viadotti e infine si monitorerà il tutto rendendo permanente il tavolo istituzionale. È quanto emerso ieri nell'incontro che ha riunito nella sede della Provincia i parlamentari mantovani, i consiglieri regionali e provinciali e la ventina di sindaci direttamente interessati dalle infrastrutture. Una convocazione fatta per prendere conoscenza dell'elenco di opere sulle quali è necessario intervenire e stilato dalla Provincia su richiesta del governo dopo il caso del crollo del ponte Morandi a Genova. La lista comprende 69 opere che necessitano di lavori e che, con l'ultimo aggiornamento, portano a 200 milioni il budget necessario. Per gli interventi urgenti sui ponti serviranno almeno 54 milioni, altri 35 saranno necessari per scuole ed edifici strategici portando a circa 90 milioni il conto per le diciassette opere definite a priorità urgente.Fra queste sono inclusi i 5 ponti sul Po (Viadana, Dosolo, Borgoforte, San Benedetto Po e Sermide), quelli su Chiese ed Oglio (Bozzolo, Marcaria, Calvatone e Torre d'Oglio) nonché 350 km di strade provinciali. A questo vanno aggiunte 4 scuole (lo Strozzi di Palidano , il Gonzaga e il centro di formazione professionale di Castiglione delle Stiviere, l'artistico di Guidizzolo) nonché due edifici "strategici" in caso di sisma: la sede della Prefettura, che coordinerà gli interventi, e quella dei Vigili del Fuoco di Mantova.«Nonostante i pochi giorni a disposizione - ha premesso il presidente provinciale Beniamino Morselli - siamo riusciti a rispondere al governo in tempo utile, perché da anni ormai ci siamo dotati di strumenti di monitoraggio. Questi ci dicono che la situazione presenta casi di criticità ben noti, ma non gravi. I due deterioramenti seri causati dal terremoto, il ponte di San Benedetto e l'istituto Strozzi, sono finanziati e un caso è anche cantierato. Ora si apre la vera sfida: se questa è la situazione, servono dei finanziamenti per procedere con la messa in sicurezza».I criteri adottati dalla Provincia per definire la priorità degli interventi sono stati illustrati dai tecnici. Per i ponti si è valutato oltre al grado di ammaloramento, anche il volume di traffico, la "strategicità" del collegamento e infine l'inserimento nella rete dei trasporti speciali, i carichi oltre cento quintali che viaggiando su strada sono i principali accusati per il deterioramento dei viadotti.Proprio per questo, da tempo si è deciso un monitoraggio strutturale per individuare di ciascun ponte i limiti di portata e il piano di interventi e di manutenzioni. Già negli anni scorsi si è operato a Borgoforte e Sermide, dove i ponti presentavano "scalzamenti", ovvero le buche causate dalla corrente ai piedi dei piloni, anche di venti metri. Ora l'auspicio del tavolo istituzionale apertosi ieri è che a fronte di necessità di sicurezza e progetti pronti, arrivino anche i soldi. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI