Mantova chiede 180 milioni per strade, ponti e scuole

Francesco RomaniPer la messa in sicurezza delle infrastrutture prioritarie, strade e ponti, e delle scuole la nostra provincia avrebbe bisogno di almeno 170-180 milioni di euro. Una cifra in difetto e destinata a crescere, ma che dà conto di una situazione non di allarme, con infrastrutture adeguate a reggere il traffico esistente e del prossimo futuro. È quanto emerge dalla verifica chiesta dal Governo e che ieri la Provincia, prima in Lombardia, ha già spedito a Roma. Oggi, alla presenza del sottosegretario Michele Dell'Orco, i dati saranno illustrati a sindaci, consiglieri e parlamentari a Palazzo di Bagno.Si parte dalla situazione delle scuole. Le 36 che nella nostra provincia hanno necessità di adeguamento sismico comportano una spesa di circa 100 milioni di euro. Un dato inferiore, circa 70-80 milioni è invece la necessità per strade (35 milioni) e ponti, le strutture teoricamente più deboli della rete viaria.La Provincia di Mantova dal 2016 possiede uno strumento interno, il "Progetto catasto sicurezza ponti" che consente di monitorare tutti i 536 manufatti esistenti.«Di tutti i ponti esistenti - spiega il presidente della Provincia Beniamino Morselli che mercoledì ha partecipato a Milano al vertice dell'Unione delle Provincie lombarde sul tema - quelli che necessitano una manutenzione straordinaria o comunque interventi sono 33. Di questi 21 scavalcano fiumi ed i restanti son sovrappassi stradali o ferroviari. Di quelli sui fiumi, 5 sono i ponti sul Po che sono quelli più importanti e impegnativi. Ovviamente per alcuni progetti non abbiamo una stima della necessità, ma solo dell'impegno economico necessario per la progettazione». Se le necessità sono state individuate, non così i finanziamenti «Nessuno ci ha detto se poi questo lavoro che oggi abbiamo fatto avrà qualche garanzia di finanziamento - conclude Morselli -. Vedremo. Mi auguro che alla fine questo serva per ottenere fondi e migliorare le nostre infrastrutture».La "durata residua di vita" dei ponti sul Po in calcestruzzo indica che saranno inutilizzabili mediamente a partire dal 2035 in avanti. Le condizioni migliori sono state riscontrate nel ponte di Ostiglia (ricostruito nel 1949), "attenzionati" quelli di Casalmaggiore (1955) e Borgoforte (1963). Condizioni peggiori sono quelle dei ponti di Guastalla (1965), Viadana (1965) e Sermide (1971). La situazione peggiore è quella del ponte di San Benedetto Po (1964), i cui lavori di riqualificazione da 33,4 milioni di euro sono in corso. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI