Il red carpet inaugurale fa il pieno di star e lusso nel ricordo di Genova

Manuela Pivato / veneziaPrimo red carpet della 75esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, prodigo di strascichi, pepli, veli, schiene scoperte, gambe nudissime, gonne rigonfie, qualche pizzo fuori posto e smoking per molti. In mille, prima sul tappeto rosso, e poi in Sala Grande per la cerimonia inaugurale sorvegliata per terra, dall'acqua e in cielo dai droni. All'ingresso del Palazzo del Cinema, il presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore Alberto Barbera accolgono il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, il sottosegretario Lucia Borgonzoni, il governatore Luca Zaia, il sindaco Luigi Brugnaro. E ancora il cast di "First Man" (in concorso) con il regista Damien Chazelle, Ryan Gosling che firma autografi per dieci minuti, Jason Clarke e Claire Foy; le giurie al completo, quella di Venezia 75 con il presidente Guillermo del Toro e, al suo fianco, tra gli altri, una radiosa Naomi Watts in rosa, Christoph Waltz e Paolo Genovese; e via via i giurati di Orizzonti, Venezia Opera Prima, Virtual Reality con lo scrittore Alessandro Baricco e Venezia Classici. Sul palco, Michele Riondino racconta «la magia» del suo mestiere di attore e distingue i buoni film dai brutti. «Mi sembra che oggi ci abbiano tolto un po' la voglia di ridere - dice - per farci chiudere in casa senza vedere cosa succedere al di fuori. Ecco, questo è un brutto film». Il red carpet di un'ora e rotti e i 135 minuti di "First Man" snelliscono la cerimonia d'apertura il cui primo pensiero, per voce di Baratta, va al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, «la cui assenza sollecita un nostro pensiero sulle tragedie che hanno colpito l'Italia nelle scorse settimane». "First Man", il film di apertura, raccoglie applausi, dalla stampa e dal pubblico: Chazelle calibra le emozioni, regala un'ultima mezz'ora di tensione. - BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI