Restaurato un camion dell’epoca

Il Museo della Seconda guerra mondiale di Felonica ha restaurato un camion dell'epoca dell'ultimo conflitto. Si tratta di un mezzo molto raro, un esemplare quasi unico. Il nome del modello è Spa cl39 coloniale: questo tipo di camion è stato prodotto in due versioni, quella normale e la coloniale, che è quella più rara. Ne sono sopravvissuti solo due esemplari: quello che è stato restaurato a Felonica e un altro che però non è funzionante. Questo camion è identico a quello raffigurato nella foto principale del museo. Il museo ha recuperato il prezioso oggetto nel 2011. Non era in buone condizioni e si trovava a Schio, in provincia di Vicenza. Dopo aver acquisito il mezzo gli addetti del museo, hanno iniziato i rilevi e le analisi e si sono accorti che il modello che avevano in mano era in versione coloniale. Questa si distingueva da quella normale per il cassone, che però nel mezzo recuperato era andato distrutto, e per alcuni altri particolari. Gli esperti del museo hanno fatto la scoperta vedendo alcune specifiche forature sul telaio; inoltre la versione coloniale doveva essere più resistente alla polvere, viste la condizioni in cui veniva impiegata, quindi montava un filtro diverso rispetto a quella normale. Il fatto che fosse un esemplare coloniale è diventato un problema per il restauro: l'unico altro modello rimasto aveva subito rimaneggiamenti e non esistevano disegni del cassone in legno andato distrutto. «Abbiamo iniziato un'importante e meticolosa ricerca di foto, documenti e disegni che potessero aiutarci a ricostruire le parti mancanti - spiega Simone Guidorzi, uno dei responsabili del museo di Felonica - non è stata un'impresa semplice, abbiamo fatto anche dei rilievi su altri esemplari di Cl39 e sull'altro coloniale, il cui cassone però non è originale». Poi un disegno del cassone è stato trovato in una collezione privata. Sono serviti quasi tre anni di lavoro e studio, ma il camion è stato riportato al suo aspetto originario. All'impresa si sono dedicati in tre: oltre a Guidorzi, Ivo Confortini che ha ridisegnato a computer diverse parti mancanti del mezzo come erano in originale e Guido Negrini, con la sua capacità di ricostruzione. Questo camion era nato da un esigenza militare logistica della prima guerra mondiale: era necessario trasportare le truppe sui mezzi, ma il problema era che molte strade non erano che delle mulattiere molto strette, quindi serviva un mezzo adatto. L'esercito commissionò diversi progetti alle aziende che costruivano veicoli, poi la Società piemontese automobili, Spa, realizzò il Cl39. Si era previsto di costruirne moltissime unità, ma nella realtà ne vennero prodotti meno di seimila esemplari, di cui una piccola percentuale in versione coloniale. Questo camion era largo soltanto un metro e mezzo per potersi arrampicare sulle mulattiere in collina e montagna. I lavori di restauro sono stati completati la scorsa estate e il mezzo verrà presentato ufficialmente a maggio. «Un lavoro molto lungo, ma appassionante – dice Guidorzi – ed è stato possibile grazie al grande impegno del team che ha collaborato, formato da Confortini e Negrini». Il camion per la cerimonia di presentazione verrà portato sull'argine di Felonica nel punto esatto dove si trovava quello raffigurato nella foto del museo. (g.p.)