Un bronzo di Gorni donato per i giardini del Lungorio

Tre contadine, una tiene in braccio un bambino, parlano tra loro. L'opera in bronzo di Giuseppe Gorni, Conversazione, del 1951, è da ieri mattina al centro dei giardini del Lungorio IV Novembre, area recentemente riqualificata con nuova luce che illumina anche le sculture di Albano Seguri e Aldo Bergonzoni. Giardini che il sindaco Palazzi vorrebbe fossero presto intitolati a Khaled al-Asaad, il direttore del museo di Palmira assassinato l'anno scorso dall'Isis. Il paesaggio culturale di Mantova si adorna con un richiamo di ulteriore bellezza che il critico d'arte Renzo Margonari ha definito "antimonumentale": con poesia Gorni ha voluto lasciarci la memoria della "quintessenza della donna contadina e della cultura rurale in maniera non trionfante". Ciò che l'uomo ha edificato nella nostra pianura è fatto "di argilla e mattoni, non di marmi", ha ribadito Margonari. I materiali rappresentano l'intimità dei sentimenti, un calore che il marmo, freddo, qui da noi non saprebbe forse interpretare. E le figure cave delle tre donne ma non del bambino - l'equilibrio di pieni e di vuoti, la sottrazione della materia - testimoniano un percorso e un intreccio di esperienza artistica e umana: Gorni sperimentò la guerra sui fronti francese, jugoslavo e russo per finire internato militare in Svizzera nel 1943. Il bozzetto di Conversazione, in terracotta, ha avuto esito compiuto nella fusione in bronzo. Prima di scoprire la scultura, un bouquet di fiori è stato l'omaggio di Palazzi a Ave Gorni, figlia di Giuseppe, intervenuta col marito Oreste Pincelli. Si deve infatti alla generosità della famiglia Gorni se oggi l'opera fa parte del patrimonio artistico di Mantova. Augusto Morari, del comitato scientifico di palazzo Te e Ducale, ha detto esplicitamente: «Ave ha regalato la scultura al Comune di Mantova». Ave ricorda: «Nel 1951 mio padre stava per andare a Cinisello Balsamo come capotecnico comunale. Abitavamo a Nuvolato di Quistello, io ero piccola e sapevo che mio padre aveva uno stanzone dove lavorava l'argilla che andava a prendere a Sabbioncello, nella vicina zona di Santa Lucia». Tante cose del passato tornano alla mente. «Mio padre - dice ancora - insegnava a Quistello alle medie e io ero sua allieva. Mi rimproverava se non facevo bene i disegni». Gorni fu eletto sindaco di Quistello nel 1946: il sindaco di oggi, Luca Malavasi, ha parlato di «ponte tra Mantova e il Museo diffuso Giuseppe Gorni di Nuvolato», chiuso dopo il terremoto del 2012, che a breve sarà riaperto. Chi vorrà soffermarsi nei giardini del Lungorio, da ieri ha un nuovo motivo per vivere la bellezza della città. (scud)