TAPPETO ROSSO A CHI INCORAGGIA L’ANTISEMITISMO

DI PAOLA BULBARELLIC'è un ceto abusivamente intellettuale che finge di ignorare che anche nei prossimi decenni non vi saranno fonti energetiche alternative al petrolio e al gas, cui si possa fare ricorso su scala mondiale. Una coincidenza non sorprendente vuole che a questo ceto appartengano coloro che, dopo un po' di siccità, si avventurano nel sesto grado del riscaldamento globale e, soprattutto, nella necessità di cambiare costumi, modi di vita e così via. Dal caldo assicurato alle loro terga, dalla buona alimentazione quotidiana, dalle più che sufficienti condizioni igenico-sanitarie in cui loro vivono, campando quattro/cinque decenni in più dei loro nonni e bisnonni con il contributo indispensabile di petrolio e di gas, costoro si sentirebbero meglio se tutti (compresi loro?) vivessero peggio, campando di meno. Ma, per dare un esempio ancora più illuminante delle caratteristiche di questo ceto, costantemente a pendolo fra l'ebetudine e la cialtroneria, vale un fatto che è proprio di questi giorni. Il presidente iraniano Rohani è in Italia per sancire, dopo l'embargo, grandi forniture di petrolio in ragione delle quali altrettanto grandi imprese italiane, a cominciare dall'Eni, si introdurranno a un giro d'affari, a quanto dicono, di circa 20 miliardi di euro, per cominciare. Bene, proprio l'Iran, paese integralista islamico della famiglia sciita, dà ogni giorno evidenze e spunti su cui le persone dotate di una certa dignità e che non si nascondano dietro un dito potrebbero dare le opportune esternazioni. E invece, guarda caso, il sullodato ceto di cui sopra tace e, zitto zitto, volta da un'altra parte il capino pensoso. Tace sul fatto che in Iran è istituito un annuale festival fatto di vignette contro la verità conclamata della Shoah, lì propagandata come una grande menzogna. Tace sul fatto che l'Iran non nasconde il proprio antisemitismo e anzi lo coniuga alla dichiarata necessità di eliminare Israele dalla faccia della terra. Tace poi sulle impiccagioni degli omosessuali, in quanto tali, alcuni dei quali per altro, riusciti a fuggire, hanno trovato asilo proprio in Israele. Tace sulle condizioni degradanti delle donne in quel paese, sulle lapidazioni delle adultere o, semplicemente, delle ribelli alla sottomissione. Tace sulla repressione violenta e assassina del dissenso. Tace. Del resto una delle più importanti associazioni femministe americane ha recentemente messo all'indice Israele, non l'Iran o l'Arabia Saudita, per una non meglio definita disparità di trattamento riservata alle donne. Si proprio Israele, il paese di Golda Meir, che al sesso femminile ha visto riconosciuto il maggior numero di premi Nobel. Del resto l'antisemitismo contrabbandato per una semplice disapprovazione della condotta israeliana verso i palestinesi, è tipico della maggior parte delle università americane e di quelle del Nord Europa. Presente Rohani in Italia, dispensato per altro al Quirinale dal vedere sul tavolo della cena ufficiale qualche bottiglia di vino, si può star certi che non vi saranno gay-pride davanti all'ambasciata dell'Iran, men che meno femministe, men che meno un cane o un gatto a ricordagli che oggi è il giorno della memoria, quello del "mai più, mai più"…zitti zitti.