Giacomoli, il sogno è realtà La viadanese al Sei Nazioni

VIADANA La rugbysta viadanese Gaia Giacomoli, tesserata per il Colorno (Parma), è stata selezionata per la Nazionale italiana che parteciperà al "Sei Nazioni" 2016. Per il 21enne pilone si tratta della prima volta in azzurro. L'Italia inizierà il suo cammino sabato 6 febbraio con la Francia: calcio d'inizio alle 21 allo stadio "Verchere" di Bourg-en-Bresse. Primo match casalingo sette giorni dopo contro l'Inghilterra al "Pistoni" di Ivrea (ore 15). Il raduno agli ordini del ct Andrea Di Giandomenico il 3 febbraio a Settimo Torinese. Gaia conosce già molte delle compagne della Nazionale, essendo seguita da tempo dai tecnici e avendo partecipato a diversi raduni. A parte però alcune competizioni minori, è un'esordiente nelle gare internazionali. Prima di lei, era approdata in azzurro un altro pilone viadanese, la 28enne Irene Campanini. Giacomoli pratica lo sport della palla ovale ormai da 7 anni: aveva iniziato giovanissima con le amiche nel paese natale, dove il rugby è una religione anche per molte ragazze. «Sotto la guida e gli insegnamenti di Luca Testa» sottolinea. Quando la cosa è diventata un po' più seria, il trasferimento a Colorno, la cui squadra femminile partecipa da anni al campionato nazionale di serie A. Qui Gaia ha messo in luce qualità atletiche e caratteriali, fino a meritare la convocazione in una Nazionale parzialmente rinnovata in cui i tecnici confidano anche in una prospettiva a lunga scadenza. «La convocazione? Non me l'aspettavo - confida Giacomoli - anche se ci speravo. Il mio impegno sarà ora quello di lavorare bene, disputare buone partite e crescere con la squadra». Il team non nasconde la speranza di guadagnare sul campo la qualificazione ai Mondiali che si disputeranno in Irlanda nel 2017: bisognerà far meglio almeno di Galles o Scozia. Nella vita privata, Gaia è studentessa al secondo anno di Fisioterapia. La famiglia è molto conosciuta a Viadana: la mamma Doriana Rossi è comandante della Polizia locale, il papà Lino docente di informatica. Riccardo Negri ©RIPRODUZIONE RISERVATA