La Burgo è di Zago: nel 2016 si riparte

di Monica Viviani L'appuntamento era per le 15 di ieri in uno studio notarile di Treviso. E così è stato: da oggi la Burgo, la cartiera di viale Poggio Reale è di proprietà del gruppo trevigiano Pro-Gest dell'industriale Bruno Zago. Ad annunciarlo gli stessi acquirenti con una nota in cui comunicano che «è stata perfezionata con la firma dell'atto ufficiale di compravendita, l'acquisizione da parte del gruppo Pro-Gest dello stabilimento mantovano delle cartiere Burgo» e ribadiscono «l'impegno di un rilancio produttivo del sito industriale che tenga conto tanto delle caratteristiche dell'impianto quanto dell'impatto occupazionale sul territorio». L'obiettivo «è quello - si legge ancora - di arrivare alla riattivazione della cartiera, auspicabilmente, entro l'estate del prossimo anno» e nel frattempo «una decina di ex dipendenti verranno assunti già a partire dal 1° luglio (oggi per chi legge, ndr) al fine di iniziare a lavorare al ripristino della cartiera, dopo il lungo periodo di chiusura, sotto il coordinamento di Francesco Zago (direttore divisione cartiere del gruppo Pro-Gest) e di Alfredo Pistoni (responsabile Cartiera di Mantova)». A dirigere lo stabilimento sarà quindi l'ex capo di produzione della cartiera Burgo. Gli altri dieci lavoratori, assunti per il momento con contratti a termine di 6 mesi, sono gli stessi che avevano mantenuto un impiego temporaneo con la vecchia proprietà nel ruolo di custodi dello stabilimento. Ora si tratterà di aspettare i prossimi passi in terra mantovana di Bruno Zago che nei mesi scorsi aveva annunciato alla Gazzetta di voler convertire la fabbrica nella produzione di cartoncino per packaging, impiegare un centinaio di dipendenti e usare con coscienza il termovalorizzatore presente. Top secret le cifre della cessione che, secondo indiscrezioni, ammonterebbe a circa 16 milioni di euro. «Riparte una realtà storica - commenta soddisfatto il segretario nazionale della Slc Cgil Gianluca Carrega - e a farla ripartire è un gruppo solido e in continua espansione. Negli ultimi anni, di 20 cartiere che hanno chiuso, questa è l'unica che riparte». Soddisfazione condivisa da Giovanni Mantovanelli della Slc Cgil mantovana: «Questo passaggio ha una valenza che va ben oltre gli interessi degli ex dipendenti Burgo e dell'economia mantovana - commenta- Per me è la risposta del settore cartario nazionale ai processi di riconversione già programmati in Europa nel biennio 2015-2016 da importanti gruppi mondiali che in quattro siti hanno abbandonato la produzione di carta per giornali per passare alle carte per packaging che, se non contrastati, aumenterebbero la dipendenza dall'estero per le materie prime del settore cartotecnico nazionale». Mantovanelli è convinto che l'operazione sulla cartiera di Mantova avrà successo per vari motivi che elenca: «La richiesta di carte per packaging nel primo quadrimestre dell'anno è aumentata del 7,5% (mentre per le carte grafiche è scesa del 5% ) il costo del denaro è ai minimi storici, il prezzo del barile ha quotazioni a livelli che non riscontravamo da molti anni, il Gruppo è fortemente integrato e oltre ad essere un produttore di carte ne è grande utilizzatore, la presenza di tecnici e operai disponibili a vincere la sfida di una riconversione in un sito fermo da anni». Insomma «se l'operazione riuscirà, entrerà nei manuali del settore» ed è anche per questo che Mantovanelli spera che il futuro nome della fabbrica resti Cartiera di Mantova: «Sarebbe un modo per ringraziare la collettività per l'interessamento e l' impegno profuso».