A Macerata la nuova impresa di Alberto Gorla

di M. Antonietta Filippini Macerata il 29 marzo festeggerà il "ritorno" dell'orologio planetario vanto della città dal Cinquecento, che con l'Unità d'Italia sparì del tutto dalla torre civica: murato il buco e coperto dalla lapide con il bassorilievo di Vittorio Emanuele II, che pose fine al secolare dominio dei Papi. L'orologio è stato rifatto come l'originale da Alberto Gorla di Cividale di Rivarolo Mantovano, l'artigiano che, verrebbe da dire, Leonardo e Galileo avrebbero voluto avere al loro servizio. Gorla ha già fatto ripartire l'orologio di piazza delle Erbe a Mantova e quello dei Mori a Venezia solo per citare due "riparazioni" illustri, ma si tratta di due orologi "astronomici", quello di Macerata invece è planetario, cioè indica non solo ore, fasi lunari, zodiaco, ma anche la posizione dei pianeti, quelli conosciuti fino ad allora. Un caso unico, che potrebbe dare un grande impulso turistico a Macerata, che aspetta l'evento con ansia e non senza polemiche in mezzo agli applausi. «Sono vent'anni che ci pensano e che mi hanno contattato - ci racconta Alberto Gorla -, ma è un'opera impegnativa e finalmente hanno trovato 3-4 sponsor. L'incarico è arrivato nella scorsa primavera». Incontriamo Gorla nella sua bella casa con fucina da fabbro e laboratorio pieno di orologi e uno grande "astronomico" che campeggia sulla facciata. Siamo a Cividale, dove Gorla ha sempre vissuto, spostandosi al massimo di duecento metri, e dove ha sposato Rosa, che allora aveva 19 anni e abitava nella strada paralella. «Nel 2016 faremo i 50 anni di matrimonio, abbiamo due figlie: Mariella, vicesindaco di Rivarolo e Renata che abita a Sermide» racconta lui da burbero romantico. Adesso Rosa è la "segretaria" che tiene contatti con scenziati, professori universitari e direttori di musei e che tiene in bella mostra le foto con Gianni Agnelli, papa Wojtyla, Spadolini. In questa mattina umida sono venute a trovare Gorla «le maestranze di Firenze» - come le chiama lui - e insieme andiamo a Rivarolo del Re, vicinissimo ma già in provincia di Cremona, nell'officina dei fratelli Pagani, Ottorino e Fabrizio, figli di Vito, agricoltore di Breda Cisoni che tanti anni fa comprò un fondo qui. I giovani meccanici hanno fama di saper aggiustare tutto e da qualche anno collaborano con Gorla. «Siamo i suoi allievi» confermano con fierezza. Insieme hanno già firmato l'orologio ad acqua nella piazza di Fondo in Val di Non in Trentino. Stavolta Gorla ha realizzato il meccanismo che dà il movimento, con un sistema di scappamenti, le ruote con dei blocchi che dosano la forza di gravità e frenano i pesi che altrimenti cadrebbero subito. La forza di gravità dosata muove gli ingranaggi. A Macerata è già stato individuato un manutentore che periodicamente rialzerà manualmente i pesi. Si trova invece dai Pagani il grande disco di alluminio (che sarà poi dipinto e decorato) con al centro la terra e formato da nove cerchi concentrici. Dietro nasconde la macchina formata dagli ingranaggi che sarà poi collegata alla macchina di Gorla e darà il perfetto moto a tutti gli elementi dell'orologio. Per le ore diciamo che è facile, ma Saturno, quello è un vero problema, ancora più di Giove che non scherza. «Saturno fa un giro attorno al sole ogni 29 anni e mezzo, Giove ogni 11,86, Marte ogni 687 giorni, Venere ogni 224,7 e Mercurio 88. Il Drago indica il giorno in cui cadrà la Pasqua, la prossima questo 5 aprile sarà fra 19 anni. «Abbiamo fatto tutti i calcoli al computer - raccontano i Pagani - e poi le verifiche a mano». Le maestranze della ditta "Opera laboratori fiorentini" invece realizzeranno la parte architettonica sulla facciata della torre civica e le statue colorate in legno rigenerato: infatti sopra l'orologio, che avrà un diametro di oltre 3 metri, e sarà collocato a sei metri da terra, ci sarà la giostra con l'Angelo e i Re Magi, che più volte al giorno usciranno da una finestrella. Più in alto ci sarà la Madonna con il Bambino nella sua nicchia. Per il tutto, il Comune di Macerata ha stanziato 700mila euro. L'orologio planetario di Macerata fu realizzato dai fratelli Ranieri, reggiani originari di Parma, che furono anche gli autori dell'orologio di piazza San Marco a Venezia, e di quelli di Ferrara e Reggio Emilia.