ASPETTANDO L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

di VALERIO BERRUTI Per fortuna che c'è la tecnologia. Per l'automobile sta diventando la vera arma in più. Qualcosa che ne sta risvegliando l'interesse, più del design, della potenza e dei motori. C'è tutto il fascino del futuro ma anche di qualcosa che sta cambiando il nostro modo di concepire l'auto, di starci dentro e usarla. Non è un caso, infatti, che il Ces, salone di Las Vegas dedicato all'elettronica di consumo, ai telefonini e ai computer appena inaugurato è diventato anche una delle più importante manifestazioni automobilistiche del 2015 con ben dieci case costruttrici (Mercedes, Audi, Bmw Chrysler, Ford, Gm, Hyundai, Mazda, Toyota e Volkswagen). Il business dell'auto connessa sta assumendo una rilevanza assoluta nei programmi di quasi tutti i big del settore e secondo uno studio della Consumer electronics association potrà raggiungere già quest'anno un valore di 11 miliardi di dollari, soltanto tenendo conto degli equipaggiamenti e dei dispositivi montati direttamente in fabbrica. Questo significa che l'auto è ormai un oggetto elettronico al quale si chiede sempre più il prolungamento della nostra vita digitale che nessuno ha più voglia di interrompere una volta alla guida. E dunque tutti vogliono una vettura connessa, intelligente, sicura e autonoma. Capace di riconoscere le nostre abitudini, i nostri gusti e le nostre preferenze, musicali e di percorso. E magari con un'intelligenza artificiale in grado di superare anche quella dei guidatori umani. È vero che in molti casi non ce ne vuole molta ma questo è un altro discorso. @valerio__berruti ©RIPRODUZIONE RISERVATA