Luci e ombre per le parti civili «Non si è lottato per soldi»

Gli avvocati dei familiari s'affannano a consolare e stringere mani. Devono contenere l'amarezza di chi si sente beffato e dare istruzioni ai pochi che hanno avuto giustizia. «Ci sentiamo nei prossimi giorni» è la formula che accompagna i saluti. «Comprendo l'amarezza, ci sono tante posizioni che sono rimaste prive di una condanna – riconosce l'avvocato Cristian Pasolini – I parenti non lo facevano per soldi, per quanto i soldi possano fare comodo specialmente a delle famiglie di operai, ma per avere soddisfazioni, per approdare a distanza di molti anni alla definizione di un responsabile della morte dei loro cari». La lettura delle motivazioni aiuterà a comprendere perché, ma è già possibile sbilanciarsi sulla fragilità del nesso di causalità. E poi c'è la soddisfazione (misurata) di chi, invece, torna a casa con una certezza in più. «Sì, è la soddisfazione di qualche famiglia che dice abbiamo aspettato tantissimo tempo, nessuno ci aveva mai informato prima, ci siamo costituiti parte civile e dopo quattro anni di udienze di cui abbiamo capito poco, finalmente oggi c'è qualcuno che ci dice Tizio, Caio e Sempronio sono responsabili della morte dei nostri cari». Non è una questione di soldi, insiste Pasolini: «Al di là di quello che potrà essere il risarcimento, se e quando sarà pagato, è l'affermazione di ciò che abbiamo sostenuto, che in quell'ambiente ci fossero condizioni tali per cui la gente rischiava la salute, e qualcuno ci ha perso pure la vita». Non è contento della sentenza l'avvocato Sandro Somenzi, che non maschera il suo disappunto: «Sono deluso. L'assoluzione piena per il reato di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro ci ha fatto saltare il collegamento con l'altro reato di omicidio colposo. Alla fine sono state riconosciute soltanto le morti per esposizione all'amianto». È come se sfilando la carta del dolo, fosse crollato una robusta fetta di castello accusatorio. E dopo la lettura del dispositivo, adesso è scattata una nuova attesa, quella per le motivazioni del giudice Grimaldi. Saranno depositate entro 90 giorni. Poi le contromosse.