Tutto il paese si mobilita per Marica

FELONICA Si conoscono tutti, qui. E la tragedia di una famiglia diventa all'istante la tragedia di tutti. Lo choc dei suoi bambini, la disperazione del marito, il dolore degli sportivi della società di calcio, degli anziani del circolo Arci Franco Galli, della Pro Loco sono i sentimenti di tutta Felonica in queste ore successive alla morte di Marica Redolfi. Per la donna, morta domenica sera a 38 anni nello schianto in auto mentre era diretta in centro al bar della zia Enrica a cui dava spesso una mano, i giocatori della Unione sportiva di Felonica, dove il marito Raul è dirigente dopo avervi militato per 12 anni e tanti amici stanno organizzando una raccolta di fondi. «L'idea è quella di fare qualcosa di utile per la famiglia, di manifestare un sostegno concreto in questo momento drammatico» dice Franco Orsatti, ex edicolante, che della famiglia è amico stretto. Se possibile la somma raccolta verrà consegnata subito dopo il funerale di Marica, che non è comunque ancora stato fissato. La salma è ancora sotto procura nelle camere mortuarie del cimitero di Pieve di Coriano, in attesa delle decisioni del magistrato. Su quello che è accaduto l'altra sera resta un lacerante punto interrogativo. Il tratto di strada dove è avvenuto l'incidente è un rettilineo, a pochi metri dalla casa della famiglia Banzi. Non ci sono tracce né segni di frenata. Da quello che si è potuto ricostruire in base ai rilievi dei carabinieri di Felonica, l'auto ha sbandato sulla sinistra, ha tagliato la carreggiata, ha speronato lo spigolo di cemento del terrapieno e si è rovesciata di sotto, nel fossato. Potrebbe essersi trattato di un malore, che le avrebbe fatto perdere il controllo della guida. Forse un animale ha attraversato improvvisamente la strada e Marica ha sterzato di colpo per evitarlo. Un passante dice di aver notato due volpi morte ai lati della strada. È stato il marito a trovare la piccola utilitaria cappottata con il corpo senza vita della donna a pochi metri. L'incubo è cominciato alle otto e mezza di domenica sera con lo squillo sul cellulare. Era la zia di Marica, Enrica Negri, che chiedeva spiegazioni dello strano ritardo della nipote, attesa al bar da Banana in via Garibaldi a Felonica, dove ogni tanto andava a fare qualche ora per dare una mano alla zia. Raul è corso fuori con il cuore in gola. È saltato in macchina e si è messo in strada per andare a cercare Marica con un presentimento tragico. Per la donna essere in ritardo era inconcepibile. Ha compiuto non più di cento metri. Nel buio, sulla sinistra del rettilineo che collega Felonica alla frazione di Quatrelle, la strada provinciale 41, ha visto qualche pezzo di rifrangente. È corso a vedere e dentro il fossato, oltre il terrapieno di cemento c'era la piccola utilitaria rossa della moglie, con le ruote all'aria, il tettuccio appoggiato sul letto del fossato. E pochi metri accanto il corpo di sua moglie. Inutili i soccorsi. Per la donna non c'era più nulla da fare.